Una storia di miniere, fucine, commerci e maestri artigiani che ha portato il nome del Feltrino in tutta Europa. Dal 5 dicembre 2026 al 7 marzo 2027 il Museo Diocesano di Arte Sacra di Feltre ospiterà la mostra “Dalle viscere della terra. Spade, fucine e spadai nel Feltrino del Cinquecento”, promossa dal Comune di Feltre e realizzata nell’ambito del progetto Interreg Italia-Austria KLANG2. L’esposizione accende i riflettori su una pagina poco conosciuta della storia locale: quella del distretto produttivo delle spade sviluppatosi tra Quattrocento e Cinquecento tra Fonzaso e Feltre, quando le lame forgiate nel Feltrino erano ricercate dai mercati europei e commissionate persino dalla Repubblica di Venezia.
Curata dallo storico Matteo Melchiorre e con allestimenti dell’architetto Giuliana Zanella, la mostra raccoglie i risultati di quasi tre anni di ricerche, indagini sul territorio e analisi di laboratorio. Il percorso espositivo presenta circa cinquanta pezzi tra spade, documenti d’archivio, mappe storiche, dipinti e ricostruzioni che raccontano l’intera filiera del ferro: dall’estrazione del minerale nelle miniere alpine fino alla realizzazione delle armi e alla loro commercializzazione lungo le vie che collegavano il Feltrino a Venezia e ai territori d’Oltralpe. Attraverso undici sezioni distribuite negli spazi del Museo Diocesano, il visitatore viene accompagnato alla scoperta di un sistema economico che coinvolgeva boschi, miniere, fiumi, mercanti e artigiani. Un racconto che intreccia risorse naturali, capacità tecniche e relazioni commerciali in un periodo in cui il territorio feltrino rappresentava un importante centro di produzione metallurgica.
Tra i materiali più significativi figurano numerosi registri notarili cinquecenteschi provenienti dall’Archivio di Stato di Belluno, che consentono di ricostruire attività, affari e rapporti sociali degli spadai dell’epoca. Spicca inoltre la pianta prospettica di Feltre realizzata da Domenico Falce nel 1677, un olio su tela appartenente a una collezione privata e mai esposto prima al pubblico. Particolarmente interessante anche la documentazione relativa alla celebre commessa del 1539 con cui il Consiglio dei Dieci della Repubblica di Venezia ordinò cento spadoni a due mani da produrre tra Serravalle, Sacile e Fonzaso. In mostra saranno esposti anche due spadoni conservati nell’Armeria di Palazzo Ducale, ritenuti compatibili con la produzione fonzasina dell’epoca.
L’iniziativa rappresenta il risultato finale del progetto europeo KLANG2, che amplia gli studi già avviati con il precedente progetto “KLANG. Spade di leoni e aquile”. La ricerca ha approfondito la storia delle miniere, dei forni fusori e delle fucine tra il Bellunese, il Primiero e il Tirolo, ricostruendo una filiera produttiva che per secoli ha unito territori oggi separati dai confini nazionali.





