Otto persone provenienti da Bangladesh, Egitto, Gambia e Afghanistan, cento ore di formazione e una prospettiva concreta di inserimento nel mondo del lavoro. Si è concluso al Centro di Accoglienza Straordinaria di Ponte nelle Alpi il percorso formativo per “Addetto a piccole manutenzioni e lavorazioni minori varie in ambito edile”, promosso da Formedil Artigianato e PMI Veneto in collaborazione con il C.F.S. – Scuola Edile Belluno, Integra Cooperativa Sociale e le parti sociali dell’edilizia. Nel corso della cerimonia finale sono stati consegnati gli attestati agli otto partecipanti, tutti richiedenti asilo e cittadini stranieri in condizioni di vulnerabilità, ospitati nei centri di accoglienza di Ponte nelle Alpi e dell’Alpago. L’iniziativa rientra nel protocollo nazionale promosso dal Ministero dell’Interno per favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei migranti.
Il progetto ha combinato teoria e pratica direttamente all’interno della struttura che ospita i corsisti. Durante le cento ore di formazione, i partecipanti hanno acquisito competenze nelle manutenzioni murarie, nelle opere di tinteggiatura, nella posa di pavimentazioni e rivestimenti, nella costruzione di piccoli manufatti e nella sistemazione di aree esterne. Un apprendimento che ha trovato subito applicazione concreta: parte dei lavori eseguiti durante il corso sono serviti a migliorare gli spazi del centro di accoglienza.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza sul lavoro. Oltre alla formazione obbligatoria prevista dalla normativa, due giornate di lezione si sono svolte con il supporto di una mediatrice culturale, una scelta che ha permesso di superare le difficoltà linguistiche e garantire una piena comprensione degli aspetti tecnici e normativi legati alla sicurezza nei cantieri. Al termine del percorso gli otto corsisti hanno ottenuto anche l’attestato di formazione sulla salute e sicurezza, requisito indispensabile per poter lavorare nel settore delle costruzioni.
L’iniziativa nasce dall’incontro tra due esigenze sempre più evidenti anche nel Bellunese: da una parte il bisogno di favorire percorsi di autonomia e integrazione per le persone accolte nei centri; dall’altra la crescente difficoltà delle imprese nel reperire manodopera qualificata. «L’edilizia ha bisogno di persone e queste persone hanno bisogno di un’opportunità», sottolinea Enrico Maset, presidente di Formedil Veneto. «Oggi questi ragazzi non ricevono soltanto un attestato, ma acquisiscono competenze che consentono loro di entrare legalmente nei cantieri e iniziare un percorso di autonomia». Sulla stessa linea anche Massimo Riva, presidente del C.F.S. di Sedico: «Insegnare un mestiere significa dare non solo una prospettiva occupazionale, ma anche dignità e strumenti per essere autonomi. Il settore edile bellunese ha bisogno di nuova forza lavoro e grazie a questo progetto possiamo mettere a disposizione delle imprese persone che hanno già acquisito le basi del mestiere e della sicurezza».
Il progetto di Ponte nelle Alpi si inserisce in un percorso già avviato in altre province venete, con esperienze analoghe a Oderzo, Vittorio Veneto e Mirano. Un modello che punta a trasformare la formazione in uno strumento capace di generare contemporaneamente inclusione sociale, opportunità occupazionali e risposte concrete alle esigenze delle aziende.





