Ottocentoventitré passeggeri in tre mesi. È il primo dato che racconta la partenza di Trillo Centro Cadore, il servizio di trasporto a chiamata avviato da Dolomiti Bus l’8 giugno nei comuni dell’Unione montana. Un numero che, da solo, dice molto: l’idea funziona, la domanda c’è, e il Cadore sta iniziando a muoversi con un modello di mobilità diverso, più flessibile e più vicino alle esigenze reali delle persone.
Il risultato arriva mentre Belluno ospita il quinto meeting di Degree4Alps, il progetto europeo finanziato da Interreg Alpine Space che coinvolge dieci partner di cinque Paesi alpini. Obiettivo: sperimentare soluzioni innovative per la mobilità nelle aree montane e rurali. Per Dolomiti Bus, Trillo è la prima delle quattro sperimentazioni avviate nell’ambito del progetto, un percorso che combina accessibilità, digitalizzazione e transizione energetica.
Quattro sperimentazioni, un’unica direzione: mobilità più accessibile e sostenibile
Dolomiti Bus ha investito oltre 250 mila euro in quattro progetti pilota. Il primo è proprio Trillo, che nei primi tre mesi ha registrato 823 utenti, con una media di 11 passeggeri al giorno e un picco tra metà mattina e metà pomeriggio. L’avvio è stato prudente, ma luglio e agosto hanno mostrato un buon riscontro. Restano alcune criticità: l’estensione territoriale (circa 20 km) limita l’operatività dell’unico van, l’inizio della scuola ha ridotto la domanda e le prenotazioni via app sono ancora minoritarie rispetto al call center. Il servizio proseguirà fino all’8 giugno 2027, poi si valuteranno ampliamenti, orari e numero di veicoli.
La seconda sperimentazione è l’Accessible Journey Planner, sviluppato con Andyamo e integrato nell’app Dolomiti Bus. Non si limita a indicare la fermata: mappa marciapiedi, attraversamenti, rampe e ostacoli lungo il tragitto casa-fermata. La mappatura è partita dal centro di Belluno e dall’area ospedale, con l’obiettivo di estenderla progressivamente.
La terza attività è Charge Point, dedicata alla gestione della ricarica degli autobus elettrici. Oggi la flotta conta 8 mezzi, con altri 7 in arrivo nel 2027. Dolomiti Bus ha acquistato un software per monitorare consumi, stato delle batterie, durata e frequenza delle ricariche, così da evitare picchi di potenza e ottimizzare l’intera infrastruttura. L’obiettivo è chiaro: migliorare l’efficienza, prolungare la vita delle batterie e acquistare energia nei momenti più favorevoli, preferibilmente da fonti rinnovabili.
La quarta sperimentazione riguarda il rapporto tra trasporto pubblico elettrico e Comunità Energetiche Rinnovabili. Lo studio tecnico-economico analizza il quadro normativo e le opportunità delle CER, con l’obiettivo di individuare sinergie utili alla mobilità sostenibile.
Belluno al centro dell’Europa: idee che viaggiano tra Alpi e Cadore
Il meeting di Belluno ha riunito partner da Italia, Germania, Austria, Slovenia e Svizzera. «In territori come il nostro la mobilità è una condizione essenziale per competitività e qualità della vita», ha sottolineato Vania Lira, vicedirettrice di Confindustria Belluno Dolomiti. «Attrarre persone qualificate e favorire nuovi insediamenti produttivi dipende anche dalla qualità dei collegamenti. Sperimentare nuovi modelli è un percorso di grande valore». Il progetto, avviato nel 2021 e finanziato con oltre 2 milioni di euro, ha raccolto esperienze molto diverse. In Slovenia, la municipalità di Smartno Pri Litiji ha acquistato un veicolo elettrico per collegare piccole realtà rurali non servite dal trasporto pubblico, con l’obiettivo di digitalizzare il sistema di prenotazione. In Svizzera, BePooler e l’Università della Svizzera italiana hanno sperimentato carpooling e van pooling nel comune di Arogno, privo di collegamenti bus: 16 viaggi, 183 km percorsi e 23,9 kg di CO₂ risparmiati.
Il Cadore sperimenta, l’Europa osserva
Le quattro sperimentazioni di Dolomiti Bus proseguiranno fino al 2027, con raccolta e analisi dei dati e verifiche sul campo. Trillo, in particolare, è già diventato un caso di studio: un servizio che parte dal Cadore ma guarda lontano, perché la mobilità del futuro – più flessibile, digitale e sostenibile – si costruisce proprio così, un passeggero alla volta.





