«Il progetto Italcomp? È stato bello finché è durato». Nulla di fatto dal tavolo ministeriale su Acc. La vice ministra Alessandra Todde afferma che nel precedente esecutivo esisteva un consenso politico attorno alla creazione di un azionariato di maggioranza pubblica per progettare un polo industriale Belluno-Chieri. «Ma il ministro Giorgetti ha più volte sottolineato che l’unica strada percorribile è e rimane quella di una maggioranza di investitori privati. Come era prevedibile – spiega Mauro Zuglian della Fim Cisl Belluno Treviso – la ricerca di un privato che andasse a sostituire il ruolo pubblico non ha avuto alcun esito: il progetto Italcomp prevedeva tempi di realizzo nel medio termine, l’equilibrio nel breve lo si otteneva solamente tenendo conto di una più ampia strategia di politica industriale orientata al mantenimento e conservazione della filiera produttiva del comparto elettrodomestico italiano». Da qui l’epilogo negativo: «I lavoratori di Riva di Chieri non solo non hanno più un progetto di re-industrializzazione con la prospettiva di finire gli ammortizzatori a dicembre, ma hanno anche perso un anno a discutere e progettare sul nulla. Lo stabilimento di Borgo Valbelluna ridefinisce il proprio obiettivo verso la cessione del perimetro aziendale a quei terzi che possono garantire la continuità produttiva e i livelli occupazionali.
In sostanza si affida all’esito della gara d’asta promossa dal commissario Castro. Ma come Chieri, anche Acc nel frattempo ha dilapidato tempo e risorse economiche. Italcomp è stato “l’oppio dei popoli”: ha garantito per un lungo periodo una pace nelle calde piazze di Belluno e Torino».
E ancora: «Aver confermato la copertura economica per la realizzazione di Italcomp e poi non averla onorata ha messo lo stabilimento di Borgo Valbelluna in una situazione di cassa disastrosa».
La Fim Cisl Belluno Treviso si fa portavoce dello «sconcerto dei lavoratori per la deriva polemica espressa dai rappresentanti del Mise, maggiormente preoccupati di esternare giustificazioni più che fornire soluzioni. Siamo qui per lavorare e trovare delle risposte alla situazione di assoluta emergenza di cui i lavoratori e solo i lavoratori, mese per mese, stanno subendo le immediate conseguenze».





