Corridoio infrastrutturale, ma senza preconcetti: per la Provincia è tempo di parlarne

Corridoio infrastrutturale, ma senza preconcetti: per la Provincia è tempo di parlarne

«Parliamo di infrastrutture. Senza preconcetti». È il messaggio del consigliere provinciale alla Protezione Civile Massimo Bortoluzzi. Che prova a rispolverare il tema dell’autostrada. Anzi, del corridoio infrastrutturale, una strada a scorrimento rapido in cui far passare anche i sottoservizi, banda larga, linee e elettriche e tutto quello che può servire al Bellunese per uscire dall’isolamento. 

«È necessario mettere al centro dell’agenda provinciale una soluzione infrastrutturale per il Bellunese – dice Bortoluzzi -. Propongo l’istituzione di un tavolo per affrontare in maniera seria, senza preconcetti, il tema. Anche ieri abbiamo assistito inermi al traffico paralizzato sulla Statale 51. Traffico da rientro che se da un lato dà la misura dell’afflusso turistico nelle nostre montagne, dall’altro ci mette di fronte a un problema non di poco conto: quello della sicurezza e del diritto alla mobilità dei bellunesi. Non è pensabile che chi abita lungo l’Alemagna, da Longarone alla Valboite, non possa muoversi la domenica pomeriggio. Purtroppo è quello che vediamo ogni fine settimana. E se ci fosse l’emergenza, con la necessità di passaggio di ambulanze o mezzi di soccorso? Per garantire vivibilità alle terre alte bisogna che i residenti abbiano gli stessi diritti e lo stesso accesso ai servizi di chi abita a fondovalle o in pianura. È per questo che credo serva una soluzione infrastrutturale in Cadore, compatibile dal punto di vista ambientale, dato che le nuove tecnologie consentono progetti paesaggisticamente validi».

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