Coronavirus, dal “Tavolo bianco” regionale le proposte per combattere la crisi del latte

Coronavirus, dal “Tavolo bianco” regionale le proposte per combattere la crisi del latte

Sostenere la filiera del latte. Un appello sempre valido, tanto più in questo momento di emergenza nel quale le aziende casearie rischiano di non riuscire a piazzare sul mercato i loro prodotti. Alla crisi e allo studio delle possibili soluzioni è stato dedicato oggi (rigorosamente in videoconferenza) un “tavolo bianco”, presideuto dall’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan e al quale hanno partecipato i tecnici della Direzione agroambiente della Regione (Gianluca Fregolent e Alberto Zannol), i rappresentanti dei produttori (Arav, Aprolat e Comitati spontanei), i Consorzi di tutela dei formaggi D.O del Veneto, i piccoli caseifici (rappresentati da Confartigianato), le grandi cooperative (Lattebusche, Latteria Soligo) e le associazioni di categoria Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Agriform, Agriveneto, Copagri e Confcooperative.

«In questo momento – spiega l’assessore Pan – la filiera veneta del latte, dalle stalle al piccolo caseificio fino alle grandi cooperative e imprese, va tutelata da speculazioni, ribassi indebiti dei prezzi, distorsioni delle catene distributive. Se le stalle chiudono non riaprono più: gli allevatori rischiano di essere l’anello più debole».

LE RICHIESTE

Controllo del prezzo del latte alla stalla, sblocco dei premi unici Pac, gestione del surplus di latte non ritirato e riorientamento della domanda del ‘fresco’ messa in crisi dalla chiusura del canale Horeca (hotel, ristorazione, caffè e pubblici esercizi), coinvolgimento della grande distribuzione perché sugli scaffali di supermercati e ipermercati arrivino latte, latticini e formaggi ‘made in Veneto’, tutela delle produzioni locali rispetto alle importazioni d’oltre frontiera: queste le richieste formulate, con diversi accenti, del mondo dei produttori e dei trasformatori.

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

«Ma la prima richiesta espressa dal mondo dei caseifici – puntualizza Pan – è mettere in sicurezza i lavoratori, fornendo agli operatori della filiera lattiero-casearia mascherine, guanti e dispositivi di prevenzione e adottando moduli organizzativi che prevedano presenze alternate. Il mondo dei produttori, piccoli e grandi, sta dimostrando grande senso di responsabilità verso i lavoratori e verso i consumatori. E l’amministrazione regionale sta attivando tutte le strade e le risorse per garantire l’approvvigionamento di mascherine in Veneto, consapevoli però che la priorità nella distribuzione è rappresentata gli operatori del sistema sanitario».

LE RICHIESTE SUL TAVOLO DEL GOVERNO

«Porterò le richieste e le proposte della filiera veneta al tavolo della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e all’attenzione del Governo – ha assicurato Pan – Bene le prime misure adottate dal Consiglio dei ministri relative all’ammasso, al ricorso alla cassa integrazione e all’aumento del fondo indigenti per l’acquisto di latte crudo. Ma il Veneto, in questa fase, chiede di rallentare le importazioni di latte dai paesi esteri e fa appello ad una misura nazionale di sostegno economico e promozionale alla filiera alimentare del ‘made in Italy’. Chiederò al Presidente e al Vicepresidente della Giunta di verificare la possibilità di attivare fondi diretti regionali per favorire lo stoccaggio dei formaggi a denominazione di origine, a tutela delle rispettive quote di mercato, e di individuare una misura di aiuto rivolta in particolare ai piccoli produttori, per integrare il reddito delle stalle e dei caseifici più esposti ai contraccolpi della crisi».

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