La siccità di quest’estate ha messo sotto pressione il Nord Italia. In particolare la Pianura Padana, dove la scarsità d’acqua ha creato e sta ancora creando difficoltà sempre più evidenti all’agricoltura. In alcune aree risicole gli agricoltori sono stati costretti ad abbandonare parte delle coltivazioni per salvare il resto del raccolto, mentre il Po e diversi laghi alpini hanno registrato livelli particolarmente bassi.
Ma oltre all’emergenza immediata c’è un altro elemento che spesso passa in secondo piano: la capacità del terreno di trattenere l’acqua.
A richiamare l’attenzione su questo aspetto è il rapporto “Suolo come Spugna del Carbonio”, diffuso dalla campagna internazionale Save Soil. Secondo lo studio, aumentando dell’1% la materia organica presente nel terreno si potrebbero immagazzinare fino a 250 mila litri d’acqua in più per ettaro. Una sorta di serbatoio naturale in grado di rendere i campi più resilienti durante i periodi di siccità. Più o meno 25 camion cisterna in un appezzamento di 10.000 metri quadrati.
«La crisi idrica italiana dimostra perché l’agricoltura rigenerativa debba essere parte integrante delle misure di adattamento», afferma Praveena Sridhar, responsabile della ricerca scientifica di Save Soil. «Se gli agricoltori ricostruiscono la struttura del suolo e la materia organica, una maggiore quantità di pioggia può penetrare nel terreno e rimanere a disposizione delle piante».
Secondo la Commissione Europea, tra il 60 e il 70% dei suoli dell’Unione si trova oggi in condizioni non ottimali. In Italia, inoltre, quasi un terzo dei terreni agricoli è interessato da fenomeni di erosione idrica da moderata a grave. Gli esperti sottolineano come un terreno biologicamente attivo non serva soltanto alla produzione agricola. «Una microflora diversificata consente all’acqua di infiltrarsi e restare disponibile per le piante anche durante le ondate di calore», spiega Giorgia Liberati, ingegnere ambientale e consulente specializzata nella salute del suolo.
Dello stesso avviso Mario Villamiel, consulente di Terranima.farm, che definisce il suolo «uno dei più potenti sistemi naturali di raffreddamento del pianeta», capace di trattenere acqua, contrastare erosione e mitigare gli effetti degli eventi climatici estremi. Per questo Save Soil chiede che la futura Politica Agricola Comune europea premi gli agricoltori che investono nel miglioramento della salute del suolo, riconoscendo il valore ambientale di pratiche capaci di aumentare fertilità, biodiversità e capacità di trattenere l’acqua.





