“Olimpiadi in carcere”, a Baldenich due simulatori di voga per detenuti e agenti

“Olimpiadi in carcere”, a Baldenich due simulatori di voga per detenuti e agenti

Dopo gli incontri con i campioni olimpici e paralimpici, il progetto “Olimpiadi in Carcere” entra nella sua seconda fase alla Casa circondariale di Belluno. Grazie al sostegno del Comune di Belluno e di Confindustria Belluno Dolomiti sono stati donati due simulatori di voga Concept2 Rowerg: uno sarà destinato ai detenuti, l’altro alla palestra della Polizia Penitenziaria. L’iniziativa, ideata dalla giornalista Giovanna Pastega e promossa dall’associazione Seconda Chance, gode del patrocinio del Coni e coinvolge, tra gli altri, Ulss 1 Dolomiti e Centro Sportivo Italiano di Belluno. Dopo il primo ciclo di incontri che ha portato in carcere le testimonianze degli ori olimpici Daniele Scarpa e Sandra Truccolo, il progetto si arricchisce ora di un percorso pratico e formativo.

Da ottobre a dicembre saranno infatti organizzati workshop dedicati all’attività fisica, alla prevenzione sanitaria, alla corretta alimentazione e al benessere psicofisico. I corsi saranno condotti dai tecnici del CSI per l’utilizzo dei simulatori di voga e da professionisti dell’Ulss 1 Dolomiti per la parte legata alla salute e agli stili di vita. Attività specifiche saranno rivolte anche agli agenti della Polizia Penitenziaria. L’obiettivo è utilizzare lo sport come strumento di inclusione e crescita personale, promuovendo i valori olimpici e favorendo percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale. Belluno diventa così il territorio pilota di un progetto che i promotori puntano a trasformare in un modello replicabile anche in altri istituti penitenziari del Veneto e d’Italia.

«La seconda chance esiste per tutti», ha ricordato l’oro paralimpico Sandra Truccolo, mentre l’olimpionico Daniele Scarpa ha parlato di un’esperienza «capace di creare speranza e voglia di credere in qualcosa di positivo anche dentro il carcere». Secondo i promotori, la collaborazione tra istituzioni, mondo dello sport, sanità e terzo settore rappresenta un esempio concreto di come il carcere possa diventare un luogo di formazione, salute e preparazione al ritorno nella comunità.

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