Due atleti del Belluno Volley trionfano al Trofeo dei Territori, aperto alle selezioni maschili Under 14: si tratta di Alessandro Burlon e Alessandro De Fina. Nelle file della Rappresentativa Tre.Uno (Treviso-Belluno), i giovani rinoceronti hanno condotto un percorso impeccabile, partito da un girone eliminatorio senza macchie. E concluso con la finalissima, condotta in porto grazie a un secco 2-0 sui pari età del Trentino, a Riese Pio X. Una grande soddisfazione per il gruppo guidato da Sara Michela e di cui Burlon era capitano. A esultare è anche il responsabile del settore giovanile bellunese, Paolo Bristot: «Complimenti ai nostri due ragazzi. E a chi ha contribuito alla loro crescita pallavolistica: in particolare, Simone Donadel e Samantha De Francesch. Il fatto di aver primeggiato in una competizione di tale livello è il coronamento di un lavoro ben impostato sotto rete. E che sta portando a ottenere risultati concreti».
Il successo dei due “Alessandro” va oltre il risultato e fotografa un percorso. Perché Burlon e De Fina non sono solo due prospetti emergenti, ma il riflesso di un impegno quotidiano costruito in palestra, tra allenamenti, sacrifici e attenzione ai dettagli. Bristot insiste proprio su questo aspetto: la continuità. La capacità di accompagnare i ragazzi, senza bruciare le tappe, ma offrendo loro strumenti tecnici e umani per affrontare ogni livello. In un contesto, come quello bellunese, in cui promuovere sport giovanile richiede uno sforzo ulteriore: coinvolgere, motivare, creare opportunità. «Il Veneto rimane una regione di riferimento, basti pensare a realtà come Treviso e Padova. Noi lavoriamo in un territorio diverso, più periferico, in cui portare ragazzi in palestra è una sfida quotidiana. Per questo stiamo cercando di entrare sempre di più nelle scuole: è da lì che passa il futuro». Un futuro che, a giudicare dai traguardi raggiunti, ha già iniziato a prendere forma.
Ma il trionfo al Trofeo dei Territori non è un punto di arrivo, bensì una tappa. Importante, certo, purché sia inserita in un cammino più ampio, impastato di crescita, maturazione e prospettiva. E allora, al di là della medaglia, resta l’immagine di due giovani rinoceronti sul gradino più alto del podio. Con il sorriso di chi ha appena iniziato a scrivere la propria storia.





