Completati nei giorni scorsi i sopralluoghi in bicicletta funzionali alla sostituzione della segnaletica cicloturistica della ciclovia I4, la ben nota Dolomiti – Venezia, sulla quale transitano circa 40mila cicloturismo all’anno. I monitoraggi sono stati sollecitati dalla Dmo Dolomiti, che aveva riscontrato alcune criticità lungo il percorso. Da qui la richiesta di incontro con Veneto Strade e Regione Veneto (Direzione Turismo) e la decisione di intervenire il prima possibile per valorizzare anche gli interventi migliorativi operati dalle amministrazioni locali.
Fondamentale, quindi, aggiornare la segnaletica, che nel tratto Pieve di Cadore – Soverzene ha ormai compiuto dieci anni. Perché è vero che i cicloturismo viaggiano seguendo le mappe digitali, ma è comunque fondamentale, in loco, trovare le informazioni corrette.
Due anni fa il lavoro è stato fatto sul tratto Cimabanche–Calalzo dove ora la segnaletica è stata tutta sostituita; ora – dopo il sopralluogo – Veneto Strade individuerà la ditta a cui affidare l’incarico ed entro l’autunno, massimo la fine dell’anno, i lavori saranno terminati.

Ora, grazie alla nuova cartellonistica chi percorre la Monaco Venezia, una volta arrivato a Soverzene potrà scegliere di pedalare verso Belluno e agganciare la Claudia Augusta, oppure optare per l’anello della Valbelluna e arrivare a Feltre, o ancora salire sul treno fino a Treviso o Venezia. Chi invece da Soverzene prosegue verso il Lago di Santa Croce si infila nell’itinerario classico che lo porterà verso il Fadalto. Anche in questo caso le informazioni porteranno o alla stazione ferroviaria (per chi vuole evitare il tratto Fadalto–Treviso) di Santa Croce del Lago oppure verso Treviso seguendo la Monaco-Venezia.
Al momento la criticità del percorso bellunese della Monaco-Venezia – ovvero da Cimabanche al Lago di Santa Croce – rimane Castellavazzo, ma il presidente dell’Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo, Gianni Burigo, sta lavorando in sinergia con gli uffici tecnici dell’Unione e i Comuni di riferimento per trovare una alternativa veloce e sicura in grado di collegare la ciclabile di Castellavazzo con quella di Longarone.





