«Quando lo capiremo che il problema dello spopolamento sta mettendo in difficoltà tutto il sistema? Tardi convocare tavoli con i sindaci ora, serve un coordinamento costante, tutto l’anno, perché oggi si parla di autisti, ieri si parlava di insegnanti e di medici, in futuro saranno coinvolte altre categorie di lavoratori e gli stessi Comuni hanno difficoltà nell’attirare personale».
A parlare è il segretario provinciale della Lega, Andrea De Bernardin, che inquadra l’attuale mancanza di autisti di Dolomitibus all’interno di un più ampio disagio che il Bellunese vive ormai da anni. «La società di trasporto pubblico locale non ha mai convocato i sindaci in questi mesi, pur conoscendo il problema e pur sapendo che con l’inizio delle scuole sarebbe scoppiato il caos – prosegue – e il presidente della Provincia Roberto Padrin, presidente di un ente che detiene il 40% delle quote in Dolomitibus, ha riunito i sindaci per la prima volta pochi giorni fa. Mi dispiace, ma non è così che si risolvono le grandi questioni di questo territorio, vedo troppo pressapochismo».
Il leghista lamenta la mancata condivisione del problema che ha generato: «Se siamo messi nella condizione di sapere, di capire, di condividere un confronto allora siamo preparati, possiamo proporre soluzioni e siamo nella situazione di poter dare spiegazioni chiare ai nostri cittadini anche difendendo Dolomitibus, che sappiamo essere un fiore all’occhiello del nostro territorio. Su questo non ho assolutamente modificato la mia opinione. Ma se veniamo considerati solo quando la situazione è fuori controllo, allora non va bene e da alleati i sindaci possono diventare ostili, è normale ed è la sensazione che io stesso ho avuto nel corso della riunione della scorsa settimana alla quale, vorrei sottolineare, mancava del tutto la dirigenza Dolomitibus».
Parole analoghe De Bernardin le rivolge al presidente della Provincia: «Qualcuno dei miei colleghi ha definito coraggiosa la convocazione di un vertice con i sindaci da parte del presidente Padrin. Coraggio? Ma quale coraggio, si tratta di un atto dovuto, dovuto a noi sindaci e prima di tutto ai cittadini – conclude -. Ringrazio per averci coinvolto, ma questo tavolo andava convocato mesi fa e non serviva certo un impeto di coraggio per farlo».





