Il Cio risponde al Comitato Civico Cortina, in merito alle preoccupazioni riguardo alla ricostruzione della pista di bob “Eugenio Monti”, in vista dei Giochi olimpici.
«Nella lettera da noi inviata – spiegano dal Comitato – era stato chiesto il rispetto dei tempi inseriti nel dossier di candidatura per i test event che “sono indispensabili per assicurare la corretta implementazione di tutte le misure di sicurezza di un impianto sportivo di tale complessità. In particolare, la disputa dei test deve avvenire in tempi ampiamente precedenti le gare olimpiche per consentire eventuali modifiche progettuali e le rettifiche dell’opera. Queste cautele sono tanto più necessarie per una struttura come la futura pista di Cortina, in quanto si tratta di una nuova costruzione su un progetto rivisto più volte e con tempi di realizzazione compressi al limite (dai 40 mesi previsti nel Dossier ai 21 mesi ipotizzati con il nuovo bando di dicembre 2023)”».
Kristin Kloster, presidente della commissione di coordinamento del Cio per i Giochi olimpici ribadisce che «in linea con le raccomandazioni dell’Agenda olimpica 2020, il Cio è stato inequivocabile riguardo al non costruire infrastrutture permanenti senza un piano di legacy chiaro e attuabile. Questa posizione è stata inizialmente identificata dalla Commissione di Valutazione per i Giochi Olimpici Invernali come preoccupante, nel loro report del 2019, ed è stata reiterata in continuazione nelle seguenti discussioni sulla sede di queste competizioni».
E ancora: «Il Cio crede fermamente che l’esistente numero di piste per gli sport di scivolamento al mondo, sia sufficiente per il numero di atleti e competizioni negli sport di bob, slittino e skeleton. Inoltre, come affermato durante le sessioni a Mumbai, solo piste già esistenti e funzionanti devono essere considerate, dati i tempi rimanenti molto stretti».
«Garantire la sicurezza degli atleti e spettatori rispettando la timeline descritta nel dossier Milano Cortina 2026 è fondamentale. A questo riguardo, riconosciamo l’importanza dell’omologazione e dei test events per garantire la sicurezza e un’efficace implementazione di tutte le misure necessarie per un’infrastruttura sportiva complessa, e per la sicurezza degli atleti» scrive Kloster.
Dal Comitato non hanno dubbi: «Concetti già detti e ridetti, ma che pare i nostri politici non vogliano ascoltare, andando contro ogni logica e sbeffeggiandosi delle regole del Cio, con una ostinazione al realizzare un’opera che per due volte ha visto i bandi di gara andare deserti; su quest’ultimo bando – nettamente fuori dai tempi utili per i Giochi – non ci sono stati squilli di tromba».





