Sprovveduti, per usare un eufemismo. Incoscienti, per essere buoni. Due escursionisti di Verona hanno costretto il Soccorso alpino a un difficile intervento in notturna, nella serata tra sabato e domenica (22-23 luglio). Il loro recupero ha richiesto diverse ore, con il rischio di temporale.
I due (25 anni entrambi) erano rimasti bloccati senza casco, imbrago e pile sulla Ferrata Tomaselli alla Punta Fanes Sud. “Ferrata verticale, impegnativa, con passaggi esposti e tecnicamente difficili” si legge sulla relazione dell’itinerario attrezzato. Insomma, un’escursione non per tutti. Difatti i due veronesi attorno alle 21 hanno dovuto chiedere aiuto, incapaci di proseguire.
Sotto la minaccia del temporale, le squadre del Soccorso alpino di Cortina e della Guardia di finanza sono partite con i fuoristrada per avvicinarsi il più possibile e poi proseguire a piedi, una volta sotto Forcella Col dei Bos. I soccorritori hanno quindi risalito l’itinerario, in un’ora e mezza hanno raggiunto i due e li hanno dotati di casco e imbrago. Dopo averli assicurati, la squadra ha iniziato a calarli a valle, per poi riportarli sul sentiero e riaccompagnarli alla macchina al Passo Falzarego.
I due hanno raccontato di aver lasciato l’auto nel parcheggio della funivia del Lagazuoi,e poi di essere partiti la mattina verso le 11. Dopo un giro, erano arrivati dove la Cengia Veronesi si innesta nel tratto centrale della Ferrata. Lì avevano iniziato a ridiscenderla e fermandosi un centinaio di metri più sotto tra salti di roccia verticali, senza poter più proseguire.
Le squadre dei soccorritori sono rientrate alle 2 di notte.






