Arriva direttamente da Bruxelles l’ultimo campanello d’allarme che riguarda la provincia e la filiera del legno. A questo proposito, è stata lanciata una petizione a livello europeo per chiedere l’esclusione delle biomasse legnose dalle fonti per la produzione di energie rinnovabili.
A promuovere tale iniziativa sono state due associazioni, la Forest Defenders Alliance e la BirdLife Europa, che hanno presentato all’Ufficio del vicepresidente della Commissione una petizione con 200mila firme di cittadini per chiedere di eliminare le biomasse forestali dalla direttiva europea sulle energie rinnovabili. «La questione sollevata a Bruxelles rischia di passare sotto silenzio, ma è tutt’altro che irrilevante, soprattutto per il Bellunese e le aree montane», sottolinea il coordinatore provinciale di Forza Italia Dario Scopel. «L’utilizzo delle biomasse per la produzione di energia è infatti parte integrante del nostro ciclo economico e ambientale. E contribuisce alla filiera dei materiali legnosi e alla pulizia del bosco. Possiamo facilmente immaginare – continua Scopel – che cosa sarebbe la gestione, già difficilissima e per molti tratti ancora incompleta, del post-Vaia senza l’utilizzo del cippato per la produzione di energia. I tempi di recupero e smaltimento dei materiali boschivi si sarebbero ulteriormente dilatati, con evidenti danni sotto molteplici punti di vista, non ultima la salvaguardia delle aree, già fortemente compromesse».
La situazione ha messo in preallarme anche numerosi consorzi e associazioni della filiera bosco-legno-energia, che insieme a Uncem hanno inviato una lettera congiunta ai ministri Patuanelli e Cingolani. Nell’appello rivolto al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali le associazioni richiedono in maniera esplicita l’inclusione del materiale legnoso utilizzato a fini energetici nella bio-economia circolare e la competenza nazionale della gestione forestale. «È una battaglia per la salvaguardia e lo sviluppo dei territori montani che deve vedere i rappresentanti istituzionali del Bellunese uniti – aggiunge Scopel -. Mi auguro davvero che tutti i soggetti interessati facciano sentire la propria voce nelle sedi opportune».





