Bim Gsp brucia le tappe, avanti con il piano anti-sprechi d’acqua

Bim Gsp brucia le tappe, avanti con il piano anti-sprechi d’acqua

Lotta dura agli sprechi d’acqua. Bim Gsp l’ha dichiarata un anno fa. Ha avviato un vasto programma di risanamento della rete idrica, all’interno del Pnrr. E a distanza di alcuni mesi può già tracciare un primissimo bilancio.

A giugno 2023 è partito il progetto da 25,6 milioni di euro volto a ridurre fino al 35%, entro fine 2025 le perdite idriche degli acquedotti bellunesi. Gsp ha attivato circa 90 contratti per dar corso alla modellazione, distrettualizzazione e digitalizzazione dei 1.615 km di rete idrica previsti in progetto, distribuiti su 36 sistemi acquedottistici e 16 Comuni bellunesi, per un totale di oltre 100mila abitanti. 

«Diminuire in soli due anni il tasso di dispersione è un obiettivo molto sfidante e ambizioso – commenta Attilio Sommavilla, presidente di Bim Gsp – e per conseguirlo stiamo concentrando impegno e professionalità interne ed esterne all’azienda. Ad oggi abbiamo già investito 4,3 milioni di euro e distrettualizzato circa 500 Km di condotte: siamo, quindi, a buon punto rispetto ai 1.000 km previsti per fine 2024 e ai 1.600 complessivi di progetto. Il biennio 2024 e 2025 sarà indubbiamente cruciale, sia in termini di cantieri attivi che di sforzo straordinario di tutta l’organizzazione. Serve, naturalmente, anche la collaborazione dell’utenza, che potrà avere qualche disagio per la suddivisione in distretti che stiamo concretizzando lungo la rete idrica bellunese, ma per elevati benefici in termini di gestione efficiente della risorsa acqua». 

DEPURATORI

Nel 2023 è stato dato avvio anche ai due progetti del settore depurazione finanziati con fondi Pnrr: il primo, del valore di 1,6 milioni di euro e i cui lavori sono già in corso, porterà alla realizzazione nel depuratore di Longarone di un centro unico per il trattamento e la disidratazione dei fanghi prodotti dagli oltre 300 impianti gestiti. Il nuovo comparto garantirà importanti benefici sia economici che ambientali: Gsp, infatti, sarà autonoma nel trattamento dei fanghi e non dovrà ricorrere più a centri specializzati fuori provincia, che oggi trattano il 60% dei rifiuti generati. La seconda progettualità, da 2,9 milioni di euro, permetterà di adeguare e potenziare il depuratore di Marisiga, in Comune di Belluno: il cantiere, già avviato e di prossima conclusione, assicurerà processi di trattamento delle acque di scarico più performanti ed evoluti, migliorando di conseguenza la qualità dell’acqua restituita in natura.

IL BILANCIO

Intanto Gsp ha approvato il bilancio consuntivo 2023. Il valore dei ricavi si è attestato a 31,6 milioni di euro, mentre i costi complessivamente sostenuti sono stati di 26,8 milioni. Tra le principali voci di spesa, il forte rialzo dei prezzi delle materie prime e, in misura minore, dell’energia elettrica, unitamente all’incremento del personale in organico per l’attuazione degli investimenti programmati e dei progetti legati ai fondi Pnrr. 

ALTRI CANTIERI

Gli investimenti complessivamente realizzati nel 2023 – cantieri avviati o conclusi – hanno raggiunto quota 16,3 milioni di euro, a cui si aggiungono 4,6 milioni di euro per manutenzioni ordinarie. Tra le principali opere, il risanamento di un tratto fognario ad Alleghe, la posa di una nuova porzione di fognatura a San Pietro di Cadore, Alleghe e Seren del Grappa, la sostituzione di una parte di rete idrica in Nevegal a Belluno, il rifacimento dei serbatoi di Gaidon (La Valle Agordina), Le Coste (Falcade) e degli acquedotti in Val Bieggia (Domegge) e a Pra Stavel (San Pietro di Cadore), l’interconnessione tra i serbatoi di Piaia e della Vena d’Oro a Ponte nelle Alpi, la ristrutturazione del depuratore di Vallesella a Domegge e la costruzione del nuovo impianto di Borca di Cadore. La spesa media per gli investimenti nel 2023 è stata di 86 euro per abitante servito, ben al di sopra del costo medio italiano di 70 euro ad abitante: un valore che conferma l’impegno profuso dalla società nel miglioramento del sistema idrico bellunese. 

In parallelo, nel 2023, è proseguita anche l’attività di studio, monitoraggio e raccolta dati delle sorgenti per la delimitazione delle aree di salvaguardia, vale a dire le porzioni di territorio circostanti ai punti di prelievo da preservare e sottoporre a limitazioni di utilizzo umano.

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