I conti tornano, ma non per tutti. L’azienda speciale “Limana Servizi” ha chiuso il primo semestre 2025 in sostanziale pareggio, un risultato positivo dopo il deficit del 2024. Tuttavia, il gruppo consiliare di minoranza “Oltre Limana” solleva un problema che rischia di oscurare il dato contabile: gli aumenti record delle rette, che colpiscono quasi metà degli ospiti residenti, ora costretti a pagare come i non residenti.
Il confronto con l’amministrazione
Dopo settimane di richieste, i consiglieri Milena De Zanet e Alex Segat hanno incontrato il sindaco Michele Talo, l’assessore alle Politiche Sociali, l’amministratore unico e il direttore della società. Durante il confronto, sono stati illustrati i fattori che hanno permesso il riequilibrio: il ripristino dei contributi ULSS per tutti gli 82 posti disponibili, l’ottimizzazione del personale e il risparmio ottenuto con il nuovo appalto mensa. A breve, si attendono anche nuovi fondi per gli ospiti con patologie dementigene. Ma nonostante questi miglioramenti, il bilancio resta sotto pressione per via dell’aumento dei costi delle materie prime e degli stipendi, legati al rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Residenti penalizzati: «Un equilibrio sulle spalle dei più fragili»
«Ringraziamo i tecnici per la trasparenza», hanno dichiarato De Zanet e Segat, «ma non possiamo ignorare che questo equilibrio è stato raggiunto a spese degli ospiti e delle loro famiglie». La minoranza denuncia in particolare l’applicazione dell’ISEE socio-sanitario residenze, che include anche il reddito dei figli e che, secondo i consiglieri, non è stato spiegato chiaramente ai familiari. Nonostante la soglia ISEE sia fissata a 35.000 euro – “la più alta della zona”, secondo il Sindaco – circa metà dei 46 residenti di Limana non riceve alcuna agevolazione. Per loro, la retta è aumentata di 10 euro al giorno: oltre 3.600 euro all’anno. «Molti di questi cittadini hanno sempre vissuto a Limana e contribuito per decenni alle casse comunali», ha sottolineato Segat. «Ora si trovano a pagare quanto un non residente. È inaccettabile».
La proposta: rivedere tariffe e soglia ISEE
Alla luce dei dati positivi, “Oltre Limana” chiede all’amministrazione di rivedere le scelte tariffarie e di ripristinare una differenziazione tra residenti e non residenti. Tra le soluzioni proposte, anche la riduzione dell’affitto annuale di 90.000 euro che il Comune chiede alla società. «Per noi rimane inaccettabile che un residente paghi esattamente quanto un non residente e crediamo che una gestione responsabile debba sì tutelare i conti – concludono De Zanet e Segat – ma non a discapito dei cittadini più fragili. L’amministrazione ci ha garantito che valuterà una possibile revisione della soglia ISEE e si è spinta a ragionare con noi anche di rimborsi, pur precisando di non essere in grado di promettere nulla per ora. Attendiamo quindi con impazienza di conoscere l’esito degli approfondimenti in corso e le nuove scelte della giunta».





