La città vista da chi la vive ogni giorno, spesso senza essere ascoltato. È questo il cuore della Belluno Youth Map, una mappa che non si limita a indicare ventuno luoghi, ma racconta come i giovani li abitano, li trasformano, li interpretano. È una geografia emotiva e pratica allo stesso tempo, costruita da una ventina di ragazzi tra i 16 e i 21 anni grazie a un percorso partecipativo guidato dal Dipartimento FISPPA dell’Università di Padova e dall’Associazione Cittadini per il Recupero delle Gabelli.
Il progetto, coordinato dalla prof.ssa Sara Serbati insieme al prof. Andrea Petrella, nasce da un’idea semplice: chiedere ai giovani quali spazi della città contano davvero per loro. Non quelli “pensati per i giovani”, ma quelli che i giovani scelgono, giorno dopo giorno. Un approccio che richiama la visione della pedagogista Pierina Boranga, che negli anni ’30 immaginò la scuola Gabelli come un luogo di qualità educativa e di libertà. Oggi quella stessa logica viene applicata alla città.
La mappa che nasce camminando
Per settimane i ragazzi hanno camminato, osservato, fotografato. Hanno discusso, cancellato, ridisegnato. «Abbiamo mappato 21 luoghi significativi per noi», racconta Marianna, mentre mostra la versione digitale della mappa, arricchita da video e foto girati dai partecipanti. «Non volevamo solo dire dove andiamo, ma perché ci andiamo». Il risultato è una mappa che alterna spazi centrali e periferici, luoghi molto frequentati e angoli quasi invisibili agli adulti. Ogni punto è accompagnato da una breve narrazione: cosa ci fanno, quando ci vanno, cosa funziona e cosa no.
Casa dei Beni Comuni: un rifugio imperfetto ma vivo
Tra i luoghi più citati emerge la Casa dei Beni Comuni, uno spazio che i ragazzi descrivono come “accogliente”, “libero”, “nostro”. «Ci trovi di tutto: un calcetto, divani, musica, e poi lo skatepark», racconta Alessio. «Le rampe sono un po’ malandate, è vero, ma è uno dei pochi posti dove possiamo stare senza sentirci fuori posto». La descrizione è affettuosa e realistica: un luogo vivo, non perfetto, ma riconosciuto come punto di riferimento.
Parchi amati e trascurati
La mappa dedica ampio spazio ai parchi cittadini: Città di Bologna, San Lorenzo, Mussoi. «Sono importanti per noi», spiega Pietro. «Ci passiamo ore, soprattutto d’estate. Ma spesso li troviamo trascurati: tavolini rotti, panchine instabili, attrezzature vecchie. Eppure ci torniamo sempre». I ragazzi non chiedono grandi opere: chiedono cura. Una manutenzione che renda questi luoghi più accoglienti e sicuri, senza snaturarli.
Gli spazi contesi
Non mancano i conflitti. «Dietro la stazione c’è un campo da basket comodo e centrale», racconta Federico. «Ci andiamo spesso, ma a volte veniamo cacciati perché disturbiamo». È uno dei temi ricorrenti: la difficoltà di trovare spazi dove stare senza sentirsi “di troppo”.
La presentazione a Crepadona: un dialogo che finalmente si apre
Il 17 dicembre, a Palazzo Crepadona, la Youth Map è stata presentata pubblicamente. La sala era piena: amministratori, insegnanti, genitori, altri giovani. Un pubblico variegato che ha ascoltato e discusso. I ragazzi hanno parlato con chiarezza: la biblioteca spesso chiusa, la mancanza di luoghi per la musica all’aperto, la necessità di spazi dove stare senza consumare. Molti giovani presenti in sala hanno confermato le osservazioni, aggiungendo altri esempi, altre criticità. I genitori hanno portato un punto di vista diverso ma complementare: il bisogno di luoghi sicuri, illuminati, accessibili.
Gli amministratori hanno raccolto la sfida.
L’assessore Dal Pont ha proposto un gruppo di confronto stabile. L’assessora Olivotto ha lodato l’attivismo dei ragazzi, ricordando il percorso condiviso sullo skatepark. L’assessore Addamiano ha richiamato il tema della responsabilità, ricevendo una risposta che ha colpito molti: «Se una cosa è bella e curata, è più facile prendersene cura».
Non “i primi della classe”, ma una generazione che vuole essere ascoltata
I ragazzi ci tengono a precisarlo: non parlano solo per sé. Per costruire la mappa hanno realizzato 50 interviste ai loro coetanei, raccogliendo opinioni, abitudini, bisogni. «Non vogliamo essere quelli che danno lezioni», dicono. «Vogliamo rappresentare tutti i giovani della città».
Un ponte tra generazioni
La Belluno Youth Map non è solo un prodotto finale: è un processo. Un modo per ripensare la città attraverso lo sguardo dei giovani, senza contrapposizioni. Una mappa che invita a vedere Belluno con occhi nuovi, a riconoscere ciò che funziona e ciò che manca, a immaginare spazi più accoglienti per tutti.





