Belluno torna tra le dieci province più “sportive” d’Italia: a dirlo è il Sole 24 Ore con la ventesima edizione dell’Indice di sportività delle province italiane. La classifica nazionale vede trionfare Milano davanti a Trento e Bolzano; Belluno si piazza al settimo posto, prima in Veneto (unica altra realtà regionale nella top ten è Vicenza, al decimo posto).
Rispetto alla scorsa edizione dell’indagine, Belluno guadagna ben 27 posizioni, passando dal 34° posto al 7° di quest’anno; primeggia nella macro-categoria Sport e società, mentre per quanto riguarda la Struttura sportiva guadagna la medaglia di bronzo dietro Trento e Bolzano. Meno brillanti i risultati per gli sport individuali (ad eccezione dei risultati negli sport invernali, che tra risultati singoli e di squadra nella stagione 2024-2025 portano complessivamente a un terzo posto nazionale) che vedono la provincia al 51° posto, mentre si deve scendere al 64° gradino della classifica per quanto riguarda gli sport di squadra.
Nelle sottocategorie, risultati di alto livello si registrano nell’attrattività degli eventi sportivi (primo posto nazionale); davanti a tutti in Italia anche per quanto riguarda Sport e Amatori (Sedi Fiab, soci Cai, risultati Master, Gran Fondo sci e ciclismo, maratone), mentre si sale sul podio anche per Impianti ed eventi per il turismo sportivo (2° posto) e Sport e Bambini (Praticanti, scuole e risultati) con il 3° posto.
La classifica è stata l’occasione per il senatore Luca De Carlo di ribadire la sua posizione sulla necessità di investire nelle attività sportive locali: «Un risultato ottenuto grazie al traino olimpico, ma non solo. Non lasciamo dormire le risorse economiche negli avanzi di bilancio dei nostri enti (chiaro il riferimento alla proposta lanciata qualche settimana fa dallo stesso De Carlo di destinare allo sport parte dell’avanzo di bilancio del Consorzio BIM Piave, NdR) e utilizziamoli per far crescere le nostre realtà sportive, che in montagna sono anche presidio di salute e socialità. Benissimo le Olimpiadi, il Giro d’Italia, i grandi eventi con i Fondi dei Comuni Confinanti e con la Provincia; la nostra attenzione però ora va data a quelle realtà “minori” che in realtà sono l’ossatura della nostra provincia, garantendo spazi di attività fisica e occasioni di socializzazione, ricoprendo un ruolo centrale nella comunità della montagna per i giovani e per le famiglie. Le Olimpiadi lasceranno sicuramente un’importante eredità sportiva, ma dobbiamo sostenere quelle realtà senza le quali non saremmo in grado di raccoglierla e farla crescere».





