Dalle vette delle terre alte, un piccolo sostegno si trasforma in un motore per il cambiamento. Quest’anno, per la prima volta, Belluno Alpina ha beneficiato dei trasferimenti del 5×1000: ogni contributo, seppur contenuto (circa 300 euro ciascuno), si rivela fondamentale per avviare e sostenere iniziative che permettano alle comunità montane di restare vive e valorizzate.
«Vogliamo ringraziare quella ventina di contribuenti che con il loro 5×1000 ci consentiranno di promuovere nuove iniziative per il nostro territorio. Parliamo di cifre piccole, ma per una realtà come la nostra sono ossigeno che ci permette di continuare a lavorare per dare un motivo alla gente di montagna per continuare a vivere in quota. L’autosostentamento diventa fondamentale per le terre alte, perché permette di raccogliere risorse e di poter mettere in piedi attività realmente necessarie e volute dai residenti», ha commentato il presidente di Belluno Alpina, Gimmy Dal Farra, leggendo i dati relativi alle erogazioni del 5×1000 alle associazioni di volontariato.
Pur manifestando soddisfazione per l’impegno dei cittadini, Dal Farra esprime altrettanta frustrazione nei confronti delle istituzioni del comprensorio Quantin-Nevegal-Ronce-Valmorel, che spesso tardano ad intervenire – se non risultano addirittura assenti. «Nonostante le tante parole spese dalla politica sul contrasto allo spopolamento, ci viene detto – o sottinteso – che siamo troppo pochi in un territorio difficile, e quindi non è “conveniente” per nessuno intervenire», ha aggiunto, riprendendo temi emersi in recenti convegni a Pedavena, Trento e Bolzano.
Sul fronte operativo, il direttivo di Belluno Alpina si riunirà nelle prossime settimane per definire ulteriori iniziative. “Certamente confermeremo la castagnata e la visita di San Nicolò, e poi programmeremo altre piccole attività”, anticipa Dal Farra. «L’obiettivo è continuare a promuovere iniziative che permettano di difendere e trattenere ciò che abbiamo oggi e che non vogliamo perdere».





