Le imprese artigiane vogliono lo sbocco a nord. E spingono per una diffusione capillare della banda larga. Scarsissimo interesse invece per il treno delle Dolomiti. È il risultato del questionario che Confartigianato Belluno ha somministrato alle aziende un paio di mesi fa e ieri (15 ottobre) ha consegnato alla Provincia, perché ne tenga conto nella stesura del Piano strategico in fase di elaborazione.
«Abbiamo ascoltato direttamente gli associati e sentito le loro esigenze infrastrutturali – commenta la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella -. I risultati sono chiari e li consegniamo al presidente della Provincia come base di una proposta strategica per il futuro del territorio».
LE RISPOSTE
Sono state ascoltate 123 imprese, rappresentative di tutti i settori artigiani e di tutte le zone della provincia. Cinque domande semplici. E le risposte dicono che per il 45% degli intervistati il prolungamento autostradale con sbocco a nord sarebbe importante molto o moltissimo per le imprese (solo il 16% dice che sarebbe ininfluente per l’economia locale). Il dato scende al 27% se si considera lo sbocco a nord via treno anziché via gomma (in questo caso, il 73% lo ritiene per nulla utile o comunque poco utile). Quanto al treno delle Dolomiti, accende gli entusiasmi solo di un quarto delle imprese, soprattutto in Agordino e Feltrino. Tutti d’accordissimo invece sulla banda larga, che per il 72% degli intervistati è imprescindibile per fare impresa (solo il 3% la giudica inutile).
Il questionario poi lasciava uno spazio bianco, per le proposte libere. E in questo caso le richieste infrastrutturali sono sei: migliorare e rendere più sicura la viabilità provinciale; migliorare la rete ferroviaria; costruire nuove piste ciclabili; incentivare l’uso dei mezzi pubblici; migliorare la sanità pubblica; e portare università e scuole di specializzazione sul territorio.
STRATEGIA
«Ringraziamo Confartigianato per questo importante contributo, che inseriremo nel Piano strategico provinciale; entro fine anno avremo la bozza finale» sottolinea il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Il Covid ha acuito l’esigenza di banda larga e per noi rappresenta una grande opportunità. Oggi la gente può spostarsi in montagna anche per lavorare. Il lockdown ha cambiato le condizioni per portare la gente a vivere nei paesini. Ma dobbiamo parallelamente garantire servizi e infrastrutture per far spostare la gente».






