Badole: «Nessuna distinzione tra droga leggera e droga pesante»

Badole: «Nessuna distinzione tra droga leggera e droga pesante»

«Un iter da stoppare, una forzatura arrogante e inutile in un momento in cui l’Italia ha altre emergenze». Parole del parlamentare bellunese della Lega Mirco Badole, rispetto alle modifiche al Testo unico degli stupefacenti iniziata venerdì scorso in Parlamento. 

Modifica che prevede di legalizzare la coltivazione e la detenzione per uso personale e da parte di maggiorenni di massimo quattro piante femmina di cannabis. Oltre questo numero è prevista una sanzione, su piano amministrativo, se la coltivazione è di tipo casalingo e non si trovano indizi di inserimento del prodotto nel mercato a fini di spaccio. «In questo momento non è possibile né la coltivazione né la lavorazione ed è giusto così – dichiara Badole -. Non faccio distinzione tra droga leggera e droga pesante, tra piccole quantità e grandi quantità, tra uso personale e spaccio perché lo stupefacente fa male, sia che lo si coltivi per uso personale che per fini di vendita. Qui non si parla di diritti civili, ma di regole chiare per preservare la salute collettiva e dare messaggi precisi ai nostri giovani, per questo la mia posizione è di assoluta contrarietà». 

E ancora: «Sono giorni di forte tensione in Parlamento e non potrebbe essere diversamente, vista la forzatura della Sinistra nel calendarizzare alla Camera per questo mese due temi estremamente divisivi come la liberalizzazione della cannabis e la facile concessione della cittadinanza con quello che di fatto è uno Ius soli mascherato. Tutto questo mette a rischio la continuità del Governo e blocca tutta l’attività parlamentare in un momento in cui gli italiani e i bellunesi se la devono vedere con i problemi legati al caro carburante, all’aumento delle bollette e alla perdita del potere di acquisto». 

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