Belluno resta fuori dai giochi. Ancora una volta, la montagna viene esclusa da un provvedimento nazionale che avrebbe potuto portare benefici concreti. È il caso degli incentivi statali per l’acquisto di auto elettriche, disponibili da ieri (22 ottobre) con l’apertura del click day alle 12 in punto. Già, ma solo per chi vive nelle cosiddette Aree Urbane Funzionali (FUA): 83 zone in tutta Italia, che comprendono città con almeno 50mila abitanti e i comuni limitrofi con forti flussi di pendolarismo. La montagna, e Belluno, del tutto tagliate fuori.
A denunciare la situazione è Andrea Bona, presidente del movimento BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti, che non usa mezzi termini: «Ancora una volta, la periferia viene considerata terra di serie B. Se la volontà è quella di desertificare le aree interne per metropolizzare la pianura, lo dicano chiaramente».
Secondo Bona, il criterio scelto per distribuire i 600 milioni di euro di incentivi ignora completamente le esigenze dei territori montani, dove la mobilità è già complicata e dove l’attenzione all’ambiente è massima. «È paradossale che una terra come la nostra, che avrebbe tutto da guadagnare da una transizione green, venga esclusa da un provvedimento che mira proprio alla riduzione delle auto a combustibile fossile».
Il presidente del BARD anticipa anche le possibili giustificazioni – dai parametri europei alla presunta assenza di inquinamento in montagna – ma ribadisce che la politica avrebbe potuto fare di più: «Così non è stato: bene, allora si smetta di piangere per lo spopolamento della montagna. La carenza di servizi e di risposte non è un accidente, ma il frutto di scelte – o meglio “non-scelte” – della politica».





