Arrivano altre seimila mascherine a Belluno: la generosità è “made in China”

Arrivano altre seimila mascherine a Belluno: la generosità è “made in China”

 

Ora la donazione è completa: ieri, infatti, sono state consegnate alla Protezione civile comunale altre duemila mascherine (che hanno portato il totale a quattromila pezzi). Tutto merito di un imprenditore generoso e illuminato come il cinese Lee Li, titolare del ristorante Fuji Asian Fusion di via Vittorio Veneto. 

Sono invece 3800 le mascherine chirurgiche regalate al Comune di Belluno dalla sezione dolomitica dell’associazione “Cinesi in terra veneta”.

«Quando ogni singola persona si sente investita della responsabilità di prendersi cura del luogo in cui vive, significa che appartiene a pieno a una comunità – commenta il sindaco, Jacopo Massaro -. Belluno da qualche anno non è più semplicemente una città, ma una comunità con radici profonde, che non potrà essere mai abbattuta».

Nel frattempo, è arrivata al traguardo la seconda fase di distribuzione degli schermi protettivi realizzati da “Grafica Veneta”: oltre 10mila quelli consegnati prioritariamente agli over 65 residenti in città e ai loro familiari (per un totale di circa 7500 famiglie), ai quali si aggiungono i 5.000 consegnati alle associazioni che si occupano dei malati.

Si è quindi dato il via alla terza fase: dopo aver ultimato lo spacchettamento e il re-imbustamento singolo di un numero di schermi sufficiente a coprire buona parte della popolazione, è iniziata la consegna alle famiglie non interessate dalle prime due fasi. 

«Dovremmo raggiungere l’intera cittadinanza entro la fine della prossima settimana. – commenta Massaro -. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione di ogni singolo cittadino uno schermo filtrante sia per le attuali esigenze, come la spesa che ricordiamo in Veneto va obbligatoriamente fatta con i guanti e con naso e bocca coperti da schermi, mascherine, foulard o sciarpe. Credo che tale comportamento assumerà un’importanza crescente nel momento in cui si allenteranno le restrizioni e fino a quando non saremo tutti vaccinati. È quindi opportuno iniziare subito ad abituarsi a un comportamento corretto per innalzare gli standard igienico-sanitari». 

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