Allarme climatico, la Cgil chiede maggiore attenzione nelle fabbriche

Allarme climatico, la Cgil chiede maggiore attenzione nelle fabbriche

Caldo rovente nel Bellunese, clima che rischia di diventare infernale in alcune fabbriche e luoghi di lavoro, dove le attività richiedono un altoforno, processi di fusione dei metalli, ma anche cucine e cantieri stradali. La Cgil solleva l’attenzione sul tema e chiede misure per garantire i lavoratori e la loro salute.

«Dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro e dalle attività maggiormente esposte alle alte temperature giungono notizie preoccupanti circa lo stato in cui i lavoratori operano, facendo sobbalzare gli indicatori di rischio dello stress termico e conseguentemente mettendo in pericolo la loro sicurezza e la loro salute» premette il sindacato. «Lavorare a temperature elevate causate da ondate di calore, senza la gradualità necessaria affinché il corpo si abitui, aumenta lo stress fisico e mentale, aumentando conseguentemente anche il rischio di collassi».

La richiesta è di monitorare la situazione e dotare i luoghi di lavoro di sistemi di condizionamento d’aria. «Mettere in atto tutte quelle strategie, come indicate ad esempio dai protocolli Ulss-Spisal, necessarie a creare condizioni climatiche accettabili: utilizzo di sistemi di raffrescamento, intervento sulle turnazioni, introduzione di sistemi di rotazione per le lavorazioni più gravose, informazione ai lavoratori sui rischi. E poi adeguate scorte di acqua e sali minerali e locali rinfrescati dove poter spezzare i turni, anche con un aumento della pause» sottolinea la Cgil di Belluno. «E qualora gli interventi non consentissero comunque di ridurre il rischio, sospendere l’attività produttiva. L’Inps e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, già intervenuti nel 2022, hanno esteso la causale per l’intervento della cassa integrazione per “eventi meteo” anche alle elevate temperature, considerando come elevate non solo le temperature che superano i 35 gradi ma facendo riferimento a quella “percepita”».

«Invitiamo il sistema produttivo a una maggiore attenzione nella attività di monitoraggio e in quella di intervento immediato, con tutti i mezzi disponibili» conclude la Cgil. «Attività produttiva e sicurezza dei lavoratori devono andare di pari passo».

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