Estate di successo per le Dolomiti bellunesi. I numeri del turismo parlano chiaro: la montagna ha vissuto una stagione davvero felice. Tanto che le presenze registrate ad agosto 2021 superano di slancio i dati dell’agosto 2019 (l’ultimo senza Covid). Come a dire: dopo un inverno mai nato, con gli impianti fermi e lo sci al palo, l’estate è sbocciata nel migliore dei modi. Certo, per consentire agli operatori di superare la crisi pandemia è ancora poco, ma è già un buon viatico. Soprattutto per un dato, incoraggiante come non mai: la tendenza dei turisti è quella di allungare il periodo di permanenza.
IL DATO
Nell’estate andata in archivio i turisti arrivati in provincia di Belluno sono stati 423.429. Oltre 100mila in più rispetto alla prima estate Covid (+33%), e pochi di meno rispetto al 2019. Quanto alle presenze – il vero dato che segna il valore economico del turismo – sono arrivate a 1.749.109 tra giugno e agosto 2021, con un balzo in avanti del 28% rispetto all’anno prima, ma soprattutto in linea con il 2019, anno record del turismo bellunese (-2,4%). Insomma, almeno per l’estate il Covid sembra superato.
IL DETTAGLIO
Il dato più interessante è quello di agosto. Perché giugno, tra bizze meteo e incertezza sui movimenti tra regioni diverse, non era cominciato benissimo (191.140 presenze, 64.975 arrivi, la metà rispetto al giugno 2019); luglio invece si è dimostrato all’altezza, ma nulla di più. Agosto invece ha fatto numeri davvero eccezionali: 194.186 arrivi e 920.104 presenze, +14,2% rispetto al 2020 (le presenze erano state 806.013) e addirittura +7% anche sul 2019. Tradotto: l’agosto del 2021 è stato migliore anche rispetto a un agosto senza Covid.
Bisogna spulciare i dati statistici per trovare un agosto migliore di quello di quest’anno. E in ogni caso si deve andare al 2015, 2016 e 2017.
Le presenze dicono tanto, ma vanno sempre commisurate agli arrivi. Che quest’anno sono inferiori rispetto al 2019 (194.186 contro 204.134). Meno persone, ma più pernotti. Significa che le vacanze si sono allungate un po’. E anche questo fa bene a un settore che ha bisogno dell’abbrivio giusto.





