Due tossicodipendenti hanno aggredito un’infermiera all’ospedale di Agordo. I due, un uomo e una donna, si sono presentati in Pronto soccorso e hanno chiesto del metadone. Di fronte al netto rifiuto della professionista sanitaria, hanno risposto passando alle mani. La donna ha sferrato un pugno all’infermiera, facendola cadere.
È successo domenica (13 ottobre) attorno all’ora di pranzo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e all’arrivo dei militari la tossicodipendente ha mostrato di avere con sé anche un coltello. I due sono stati denunciati a piede libero.
LA REGIONE
«Innanzitutto rivolgo all’infermiera aggredita i miei più sinceri auguri di pronta guarigione. Siamo di fronte all’ennesimo caso di violenza e inciviltà, talmente diffuse dal costituire una vera e propria emergenza. Mi auguro che le recenti decisioni prese a livello nazionale possano davvero concretamente combattere l’aggressività gratuita verso chi, indossando un camice, lavora per la salute di tutti noi» dice il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
«Nessun gesto di questo tipo deve passare sotto silenzio anche per creare nella comunità la consapevolezza che, quando ci troviamo di fronte a un operatore sanitario, si tratta di una persona che lavora per noi e la nostra salute e non merita, mai, di essere aggredita, verbalmente o, peggio, fisicamente. Nel Veneto, in un anno, abbiamo dovuto registrare 2.229 aggressioni a camici bianchi delle quali circa un terzo verbali. Un numero che preoccupa e che deve far riflettere sul fatto che tutti, verso i sanitari, dovremmo provare gratitudine e non ostilità».
LA CONDANNA
Sulla vicenda è intervenuta anche la Uil Veneto. «Una notizia che mi suscita rabbia e frustrazione pensando al genere umano. Ancora una volta un’aggressione a sanitari in provincia di Belluno, dove tra l’altro io vivo» commenta Roberto Toigo, segretario generale. «Un’infermiera del Pronto soccorso dell’ospedale di Agordo è stata colpita con un pugno da una paziente. Coloro che sono sempre al nostro servizio, come angeli custodi, per prendersi cura di noi, alla fine sono quotidianamente a rischio. È inaccettabile. C’è bisogno che vengano adottate pene esemplari ogniqualvolta un professionista della sanità veneta viene aggredito sia verbalmente che fisicamente. Esprimo con la Uil Veneto tutta la nostra vicinanza e solidarietà all’infermiera ferita».





