Acc al Mise il 28 settembre: «La Cisl non lascerà che a pagare siano i lavoratori»

Acc al Mise il 28 settembre: «La Cisl non lascerà che a pagare siano i lavoratori»

Prossima tappa: incontro al Mise. La data in calendario è il 28 settembre. E la Cisl ci arriva con il coltello tra i denti. E con alcune puntualizzazioni.

«Il piano originario, regolarmente depositato al Mise, prevedeva la vendita dello stabilimento dotato di una adeguata fetta di mercato. Per raggiungere questo obiettivo erano stati definiti il fabbisogno finanziario e il tempo di realizzo» premettono dal sindacato. «Il progetto Italcomp si innesca sul tale piano, provocando l’aumento della quota mercato obiettivo e un’accelerazione dei tempi. Nel frattempo il commissario, come da procedura, inviava al Mise il piano alternativo, da applicare nel caso in cui non fossero state autorizzate le disponibilità finanziarie richieste. Quest’ultimo prevedeva una brutale riduzione dei volumi e l’apertura della procedura d’asta nei termini stabiliti dalla legge. Quando il coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa, Luca Annibaletti dichiara che l’unica soluzione è la cessione tramite asta, afferma semplicemente che tra le diverse ipotesi perseguite quella rimasta in vita è la peggiore: il piano alternativo. Per questo la Fim Cisl è preoccupata. L’attivazione dell’articolo 37 potrebbe avere anche un esito negativo e finora di cose andate per il verso giusto non ce ne sono state. Per attivare l’articolo 37 occorre che il Commissario richieda, che il Mise autorizzi e che Invitalia valuti favorevolmente».

Dopo le puntualizzazioni, l’augurio: «Auspichiamo che il 28 settembre tutti questi soggetti siano presenti e garantiscano un esito positivo della istruttoria. Nessuno, allo stato attuale, può sostenere con credibilità di non essere in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter coerentemente vagliare la situazione e definire con precisione il corretto esito della procedura. Nessuna sorpresa, nessuna imboscata. La Fim Cisl non lascerà che a pagare errate valutazioni o previsioni sbagliate siano ancora i lavoratori di Acc».

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