Le strade bellunesi sembrano più sicure. Sembrano. Perché i numeri dicono che sì, gli incidenti sono pochi — appena 481 nel 2024 — ma quando succedono, fanno male. Dieci morti in un anno. E 702 feriti. Un dato che, in proporzione, pesa più di quanto si pensi. A dirlo è l’Istat, che ha appena pubblicato il report ufficiale sull’incidentalità stradale. Un documento che mette nero su bianco la situazione in tutte le province italiane. E Belluno, nel confronto con il resto del Veneto, si ritaglia un ruolo particolare: meno traffico, meno sinistri, ma una mortalità tra le più alte della regione.
Il confronto? Eccolo
Verona ha avuto 2.878 incidenti e 60 morti. Padova 2.616 e 49. Venezia 2.336 e 48. Treviso 2.044 e 62. Vicenza 1.973 e 29. Rovigo 536 e 11. Belluno? 481 e 10. Ultima per numero di sinistri, ma non per gravità. E poi c’è un altro dato che fa riflettere: il coinvolgimento dei motocicli. Belluno è tra le province con il tasso più alto di moto coinvolte in incidenti: 47,7 ogni 10.000 circolanti. Solo Verona e Venezia fanno peggio. E questo, in un territorio di curve, tornanti e panorami mozzafiato, non è un dettaglio.
Poche auto, tante conseguenze
Il numero di feriti è alto rispetto alla popolazione. E la letalità degli incidenti — cioè la probabilità che un sinistro si trasformi in tragedia — è più alta che altrove. Le strade di montagna, le condizioni meteo, la guida sportiva o distratta: tutto incide. Il Veneto, nel complesso, ha registrato 12.864 incidenti, 269 morti e 17.221 feriti. Belluno è una piccola parte di questo totale. Ma non per questo meno importante.





