Oggi (22 settembre) sarà una giornata diversa. Anche la provincia di Belluno sarà infatti coinvolta nello sciopero generale indetto dai sindacati di base in solidarietà con la popolazione palestinese. La mobilitazione, che si estende a livello nazionale, toccherà in particolare il comparto Istruzione e Ricerca, con adesioni da parte di personale docente, amministrativo e tecnico. Anche i collettivi studenteschi hanno annunciato la loro partecipazione.
Sul fronte dei trasporti, Dolomitibus ha comunicato che non aderirà allo sciopero: il servizio di trasporto pubblico locale sarà garantito regolarmente su tutto il territorio provinciale.
Diversa la situazione nelle scuole, dove si prevedono disagi diffusi. In diversi istituti comprensivi, numerosi insegnanti hanno già annunciato la loro adesione alla giornata di sciopero. Alcune scuole potrebbero restare chiuse o operare con orari ridotti.
All’Istituto comprensivo di Sedico-Sospirolo, i docenti hanno diffuso una nota in cui spiegano le motivazioni della loro scelta: «Lo sciopero comporterà inevitabilmente qualche disagio, ma sentiamo la responsabilità di utilizzare questo strumento per richiamare l’attenzione su ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza. Come educatori, riteniamo doveroso prendere posizione».
Anche alle scuole medie di Mel e Lentiai si prevede un’adesione quasi totale. I docenti parlano di un “limite invalicabile” superato e di una scelta che nasce da indignazione e senso civico: «Vogliamo prendere le distanze dal massacro che lo Stato d’Israele sta perpetrando su una popolazione inerme. Nonostante lo sciopero non sia risolutivo, sentiamo il dovere di dare un segnale».
Pur consapevoli dei disagi per le famiglie, gli insegnanti sottolineano che «il futuro si costruisce partendo dai giovani. E proprio perché siamo docenti, non possiamo tacere di fronte allo sterminio in corso e all’assordante silenzio dell’Italia e dell’Occidente».
La giornata di domani si preannuncia quindi come un momento di forte presa di posizione da parte del mondo della scuola bellunese, che sceglie di farsi sentire attraverso uno strumento di protesta civile.





