L’importanza strategica delle filiere produttive è stata al centro del convegno “Filiere e PMI: Sinergie per un Ecosistema Strategico”, ospitato da Clivet SpA a Feltre e promosso dai Comitati Regionali della Piccola Industria di Confindustria Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trento e Bolzano, in collaborazione con Confindustria nazionale e Confindustria Belluno Dolomiti.
Ad aprire l’incontro, i saluti di Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, e Paolo Biscaro, CFO di Clivet SpA. Berton ha sottolineato come, in un contesto economico complesso, le filiere non siano semplici concatenazioni di imprese, ma vere e proprie comunità economiche capaci di trasformare creatività, lavoro e tecnologia in eccellenza italiana. Un patrimonio da preservare e rafforzare, attraverso la collaborazione tra grandi aziende, PMI, distretti e startup innovative. Biscaro ha ribadito il ruolo centrale delle PMI nella costruzione di un ecosistema competitivo e sostenibile, citando Clivet come esempio virtuoso di integrazione tra radicamento territoriale e visione globale, anche grazie alla recente creazione della unità europea MBT Climate.
Il convegno è entrato nel vivo con l’intervento di Davide Piol, presidente della Piccola Industria di Confindustria Veneto, che ha evidenziato come far parte di una filiera significhi essere più resilienti, più veloci e più pronti ad affrontare le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità. Per Piol, è fondamentale aumentare il coordinamento lungo le filiere, aiutando le realtà più piccole a evolversi dal punto di vista organizzativo e finanziario.
Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, ha offerto un’analisi approfondita del ruolo delle filiere nel tessuto produttivo italiano, caratterizzato da PMI vitali e competitive, con elevata produttività e capacità di esportare. In questo scenario, diventa cruciale sostenere le imprese nell’affrontare le frammentazioni geopolitiche e gli impatti dei dazi.
Una visione internazionale è arrivata da Giulio Buciuni, professore associato al Trinity College di Dublino, che ha invitato a superare la logica tradizionale delle filiere di fornitura per immaginare filiere neo-industriali, dove l’output non è solo prodotto, ma anche innovazione, conoscenza e servizi ad alto valore aggiunto. Secondo Buciuni, le PMI devono diventare protagoniste di nuovi ecosistemi industriali, capaci di inserirsi rapidamente nei mercati globali e accelerare la trasformazione digitale ed ecologica.
Nel pomeriggio, una tavola rotonda ha dato voce all’esperienza diretta di manager e imprenditori: Claudio Carano (Clivet SpA), Flavio Mares (Imap Srl), Michela Cecotti (Sultan Srl Società Benefit) e Manuel Todesco (Novotic Srl) hanno raccontato come il coordinamento all’interno delle filiere possa stimolare innovazione e crescita.
A chiudere i lavori, l’intervento di Mirko Bragagnolo, vicepresidente nazionale per le Filiere Piccola Industria, che ha ribadito la necessità di trasformare le PMI da semplici fornitrici a partner strategici. Una filiera è forte quanto il suo anello più debole, ha ricordato Bragagnolo, e per questo è fondamentale che i capo-filiera investano in resilienza, efficienza e affidabilità. Il futuro passa dalla capacità di remare insieme, anche con il supporto del Governo, che deve riportare la politica industriale al centro del dibattito, con una visione strategica e una programmazione triennale su temi essenziali come energia, demografia, produttività e semplificazione.





