Solo due mesi fa il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, difendeva con forza l’operato dell’assessore Franco Roccon, nel pieno delle polemiche sul caso Nevegal365. Allora, nonostante le ombre e le accuse mosse da uno dei soci italiani della cordata algerina, il primo cittadino aveva ribadito pubblicamente la sua fiducia nell’assessore, arrivando a blindare di fatto il suo ruolo in giunta.
Oggi, invece, lo scenario appare mutato. E a sottolinearlo è il Partito democratico di Belluno, che in una nota parla di una «separazione silenziosa ma irreparabile» tra De Pellegrin e Roccon. Al centro della vicenda ci sono le deleghe chiave dell’assessore, che secondo il Pd sarebbero state di fatto commissariate dai colleghi di giunta. Una modalità che lascia perplessi gli esponenti democratici: «Mai si era visto un assessore ancora in carica esautorato dalle sue competenze in questo modo», osservano.
Il partito di opposizione solleva diversi interrogativi. Il primo riguarda la posizione della maggioranza: «Sta dalla parte del sindaco o dell’assessore?». Ma anche la coerenza delle scelte politiche: se, come sostiene Roccon, il tema dei parcheggi era stato discusso più volte in giunta fin dal 2024 senza opposizioni, perché oggi sconfessare quella decisione?
Il Pd evidenzia inoltre come in altri casi – ad esempio il progetto del supermercato nell’area ex Agip di Baldenich – le proteste dei cittadini non abbiano fermato la volontà dell’amministrazione.
Il nodo centrale, però, resta il rapporto tra sindaco e assessore: «Cosa ha portato De Pellegrin a cambiare totalmente idea nel giro di due mesi?», si chiede il Pd. Una virata che, secondo i democratici, rischia di apparire come un tentativo di scaricare su un singolo amministratore la responsabilità delle scelte compiute in questi anni sul Nevegal.





