A volte la montagna sa riservare sorprese inattese. Quella che sembrava una mattinata di paura, fortunatamente rientrata, si è trasformata poche ore dopo in un intervento reale per il Soccorso alpino. Protagonisti due amici, partiti insieme per un’escursione sul Monte Venal, e la macchina dei soccorsi, che ancora una volta ha dimostrato prontezza e professionalità.
Tutto è iniziato poco prima delle 11, quando uno dei due escursionisti – salendo in quota – ha perso di vista il compagno e, non ricevendo risposta ai richiami, ha temuto il peggio: una caduta, un infortunio, forse addirittura una conseguenza irreparabile. L’allarme è stato immediato e sul posto si è alzato in volo l’elicottero Falco 2, pronto a scrutare ogni anfratto della montagna. Dopo alcuni minuti di ricognizione, il sospiro di sollievo: l’uomo stava bene, semplicemente si era attardato ed era rimasto più in basso. Nessun ferito, nessuna emergenza, solo tanta apprensione.
Ma la giornata non era ancora finita. Perché, ironia della sorte, proprio l’escursionista che aveva lanciato l’allarme si è ritrovato qualche ora dopo, nel primo pomeriggio, a chiedere aiuto. Rimasto a lungo sull’anticima del Venal ad attendere l’amico – che nel frattempo aveva deciso di tornare indietro senza raggiungerlo – il 75enne di Alpago è stato sopraffatto dalla stanchezza, fino a non riuscire più a scendere in autonomia.
Questa volta l’intervento è stato reale: il tecnico di elisoccorso è sceso in hovering, lo ha imbragato e lo ha aiutato a salire a bordo dell’elicottero. L’anziano escursionista è stato trasportato a valle, mentre nel frattempo i volontari del Soccorso alpino dell’Alpago hanno rintracciato anche il compagno, anch’egli rientrato in sicurezza.
Una giornata che si chiude senza conseguenze, ma che ricorda a tutti quanto la montagna vada affrontata con tutte le cautele del caso. Perché basta poco – un malinteso, una stanchezza improvvisa – a trasformare una tranquilla escursione in una richiesta di aiuto.
Foto d’archivio





