Un nuovo fronte caldo si apre nella sanità veneta. La Regione potrebbe presto assumere medici stranieri con titoli non riconosciuti per operare negli ospedali pubblici. È quanto emerge da un provvedimento annunciato dall’assessora alla sanità Manuela Lanzarin e fondato sulla legge n. 187 del 2024, che proroga fino al 2027 la normativa emergenziale nata in piena pandemia.
L’allarme arriva dalla Federazione regionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri: «Nel 2020 era una misura eccezionale, oggi rischia di diventare una scorciatoia. Si rinuncia a medici italiani qualificati per affidare i pazienti a professionisti privi delle dovute garanzie». Una presa di posizione netta contro il rischio di lasciare i cittadini senza tutele. I medici impiegati in deroga, infatti, non risultano iscritti agli ordini professionali e non possono accedere al Sistema sanitario nazionale. Niente ricette, certificazioni, rapporti con Inps, Inail, assicurazioni, né obbligo di formazione continua: un vuoto normativo che compromette qualità e sicurezza.
E c’è anche una questione di equità: secondo la federazione, il provvedimento penalizza quei medici stranieri che seguono il regolare iter ministeriale, affrontando esami di lingua e valutazioni di competenze. La proposta? Istituire elenchi speciali temporanei presso gli ordini, riservati ai professionisti extracomunitari che abbiano ottenuto il riconoscimento regionale dei titoli. Serve una commissione che coinvolga l’Università per valutare i curriculum, mentre gli ordini svolgano le necessarie funzioni istituzionali.





