«Netta contrarietà alla costruzione della diga del Vanoi, e apertura a un dialogo costruttivo sulla gestione della risorsa idrica». È questo il messaggio del consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi, delegato alla Difesa del suolo e al demanio idrico, che ieri (31 luglio) ha visitato la sede del Consorzio di bonifica Brenta a Cittadella, accompagnato dai tecnici del settore Acque. L’incontro con il commissario e il direttore del consorzio è servito per ribadire la posizione già espressa dalla Provincia nelle delibere consiliari di ottobre 2023 e maggio 2024, nonché nel corso del dibattito pubblico: il territorio bellunese, la diga, non la vuole.
Le ragioni del dissenso
Secondo Bortoluzzi, «Le motivazioni di contrarietà espresse dal territorio non sono cambiate di una virgola». Il nodo centrale è la tutela dell’acqua come risorsa comune, che non deve dividere montagna e pianura, ma stimolare una gestione attenta e condivisa. Il consorzio ha confermato che i sondaggi in corso rientrano nel progetto finanziato e stanno proseguendo secondo quanto previsto. Allo stesso tempo, ha accolto positivamente l’idea di un confronto diretto con il territorio bellunese, da tenersi subito dopo l’estate, per illustrare lo stato dell’arte e raccogliere osservazioni.
Una visione sostenibile oltre la diga
Bortoluzzi sottolinea la necessità di valutare soluzioni alternative, già promosse dalla Provincia durante le fasi del dibattito pubblico. Tra queste rientrano l’adozione dell’irrigazione a goccia, che garantisce un uso mirato e parsimonioso dell’acqua; la pulizia e il recupero del lago del Corlo, come risorsa esistente e sottoutilizzata; la riconversione dei sistemi irrigui obsoleti con tecnologie più efficienti e sostenibili; e altre strategie orientate a una gestione virtuosa della risorsa idrica, senza impatti ambientali invasivi.
(In foto una delle numerose manifestazioni contro la diga del Vanoi)





