Il Piano triennale da 150 milioni di euro lanciato dalla Regione Veneto per attrarre e trattenere il personale sanitario prende forma, con un occhio ben aperto sul futuro e un’urgenza che cresce di anno in anno. L’obiettivo è chiaro: arginare il dramma della carenza infermieristica che, secondo le stime, raggiungerà il picco nel 2029. Il primo passo è già stato compiuto. Per il 2025, sono stati stanziati 51 milioni di euro, dei quali 17,8 milioni verranno erogati attraverso l’operazione welfare. Un incentivo concreto, che si traduce in 350 euro in voucher per ogni dipendente del comparto sanitario delle Ulss, medici compresi.
Ma il Piano non si ferma qui. Oggi (31 luglio) a Venezia, nella sede della Regione, si riunirà il nuovo tavolo regionale per definire la suddivisione delle restanti risorse tra le aziende sanitarie e stabilire i criteri di assegnazione del fondo salariale. I primi numeri sono già sul tavolo: ai medici andranno 9,8 milioni di euro al netto degli oneri, mentre al personale sanitario saranno destinati 14,9 milioni.
Nel frattempo, il sindacato Nursing Up, per voce del segretario regionale Guerrino Silvestrini, tiene alta l’attenzione sulla trasparenza e la corretta destinazione dei fondi. «Abbiamo chiesto che venga inserita una nota ufficiale a tutela dei beneficiari. I 51 milioni del 2025, così come le successive tranche, devono essere assegnati esclusivamente a profili sanitari e sociosanitari: medici, infermieri, ostetriche e altre figure previste dalla normativa statale» afferma Silvestrini.
La richiesta è chiara: evitare interpretazioni ambigue che possano portare all’utilizzo dei fondi di comparto per incentivi generalizzati. Secondo Nursing Up, il Patto per la Salute del 2024 definisce con precisione le finalità: i fondi devono andare a medici e infermieri per scopi incentivanti. Per valorizzare ruoli tecnici e amministrativi, servono risorse ad hoc, reperite separatamente, senza intaccare i già limitati fondi aziendali.
Silvestrini conclude con una nota che è insieme un apprezzamento e un monito: «Il Piano rappresenta un buon punto di partenza, ma serve uno sforzo costante, con nuove risorse e forme di gratificazione contrattuale che purtroppo mancano da troppo tempo».





