«Sul servizio mensa scolastica, ora basta: l’aumento delle tariffe non ci sarà e non è mai stato nemmeno preso in considerazione». Parola del sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, che risponde con fermezza alle accuse lanciate dal Partito Democratico attraverso la stampa. Secondo il primo cittadino, gli allarmi diffusi in questi giorni—con tanto di cifre quantificate in “120 euro l’anno” di presunti aumenti—sono frutto di una narrazione “irresponsabile”, basata su dati parziali e interpretazioni errate. «Serve rispetto per i cittadini. Non fa bene a nessuno alimentare tensioni, tantomeno alle famiglie», sottolinea De Pellegrin.
A chiarire ulteriormente la questione interviene l’assessore alle politiche scolastiche Roberta Olivotto, che distingue tra costo del pasto sostenuto dal Comune e tariffa applicata alle famiglie: «Sono due cose diverse. Le tariffe per gli utenti sono ferme da tre anni, nonostante gli adeguamenti ISTAT obbligatori e l’aumento generale dei costi. Il Comune ha assorbito le variazioni, senza proclami». L’assessore accusa inoltre le consigliere firmatarie dell’Ordine del giorno del PD di non aver mai chiesto chiarimenti diretti sull’eventuale aumento delle tariffe. «Si è preferito insinuare pubblicamente l’esistenza di presunti rincari solo per sollevare polemica, in stile campagna elettorale», afferma Olivotto. «Il salasso, se c’è, è per il Comune, non per le famiglie. E continueremo a sostenerle».
A rafforzare la posizione dell’amministrazione, Olivotto ricorda che il sistema tariffario prevede sconti fino all’80% tramite gli scaglioni ISEE, e rivendica gli investimenti messi in campo: tempo pieno a Borgo Piave, nuova mensa alle Gabelli, strutture provvisorie a Mur di Cadola e al Parco, e 130.000 euro stanziati per nuove attrezzature. «I fatti parlano più forte delle polemiche», conclude.





