«Nel dibattito sulle aree interne, non si tiene conto della posizione e del ruolo della provincia di Belluno, non “area interna” ma “area esterna” a due province che hanno dimostrato come la vita in montagna sia possibile con modelli sociali ed economici gratificanti per la popolazione e di successo. Per noi, questa deve essere la strada: copiare le strategie vincenti delle realtà simili e contermini, rivendicando il diritto di questo territorio all’autonomia, alle competenze e alle risorse necessarie, ovviamente in una provincia democraticamente rappresentata con il ripristino dell’elezione diretta di presidente e consiglio provinciale»: il presidente del movimento BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti, Andrea Bona, rilancia la discussione sulle aree interne.
«Un primo assaggio di questo ragionamento è arrivato proprio dalla nostra assemblea dello scorso mese, quando la presentazione dei progetti abitativi della Provincia autonoma di Trento ha riscosso l’interesse dei sindaci presenti e del presidente del Fondo dei Comuni Confinanti. – ricorda Bona – Il destino dei territori è nelle mani dei territori stessi, le imposizioni “standard” dall’alto possono in un posto risolvere il problema e in un altro crearne di nuovi; autonomia vuol dire anche sussidiarietà e responsabilità, vuol dire cioè prendere la decisione più utile e concreta per il territorio. Servono risorse, certo, ma prima di tutto servono le idee; abbiamo la fortuna di avere a pochi chilometri realtà che promuovono progetti in aree simili alle nostre. Studiamo le buone pratiche e continuiamo a lottare per il diritto all’autonomia e per il ripristino dell’elettività, e quindi della rappresentatività democratica, per la nostra provincia: da questo potranno nascere nuove idee per la crescita dei nostri territori».





