Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, un santuario per gli impollinatori

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, un santuario per gli impollinatori

Il 20 maggio si è celebrata la Giornata Mondiale delle Api, istituita dalle Nazioni Unite nel 2017 per sensibilizzare il mondo sull’importanza di questi piccoli, ma indispensabili, ingegneri della biodiversità. Se pensiamo alla natura come a un vasto meccanismo perfettamente bilanciato, gli impollinatori rappresentano il cuore pulsante del sistema. L’87,5% delle piante selvatiche si riproduce grazie a loro, e il 75% delle produzioni agricole mondiali dipende direttamente dalla loro attività. Senza di loro, le nostre tavole sarebbero drammaticamente diverse, e l’equilibrio degli ecosistemi sarebbe a rischio.


Declino e minacce: un futuro incerto per gli impollinatori
Nonostante il loro ruolo cruciale, gli impollinatori stanno affrontando un drammatico declino. L’uso intensivo di pesticidi, la perdita di habitat e i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di molte specie, alcune delle quali rischiano l’estinzione. Tuttavia, esistono luoghi dove questi preziosi insetti trovano rifugio e protezione.


Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: un’oasi per gli impollinatori
Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, il Parco Nazionale rappresenta una roccaforte per la biodiversità. Qui convivono ben 128 specie di farfalle diurne e oltre 400 di notturne, accanto a 211 specie di Ditteri Sirfidi, piccole mosche colorate simili ad api e vespe, fondamentali per l’impollinazione. Senza dimenticare le 67 specie di api selvatiche, autentiche protagoniste di questo ecosistema. Grazie alla collaborazione con le Università di Padova, Modena Reggio Emilia e Bologna, il Parco monitora da anni le popolazioni di impollinatori, contribuendo a studi scientifici fondamentali per la loro tutela.


Citizen Science: la scienza partecipata per la biodiversità
Ma la ricerca non è solo per gli esperti. Negli ultimi giorni, il Parco ha ospitato due tappe della Biodiversity Sampling Week, un’iniziativa che ha visto la partecipazione di cittadini di tutta Italia, coinvolti nella raccolta di dati sulla biodiversità.
Gli eventi di Val Cordevole e Val del Mis, svolti lo scorso fine settimana, hanno attirato appassionati non solo dal Veneto, ma anche dalla Val d’Aosta, Liguria e Toscana. E non è finita qui: il Parco ha organizzato corsi per il riconoscimento di farfalle e sirfidi, con partecipanti provenienti da tutto il Paese.


Un invito alla partecipazione attiva
Le attività proseguono anche nei prossimi mesi. Chiunque voglia contribuire alla conoscenza degli impollinatori può farlo in modo semplice e diretto, inviando le proprie osservazioni tramite il cellulare.
Tutte le informazioni sui progetti Neptis e Sirfidi del Nord Italia sono disponibili sul sito ufficiale del Parco.

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