Come impariamo? In che modo i bambini, ma anche gli adulti, apprendono contenuti nuovi, o strategie, o migliorano la propria capacità di risolvere problemi? Sono domande che ricercatori e neuroscienze si pongono da sempre, e le risposte sono fondamentali per la scuola. In questo l’istituto comprensivo Tina Merlin è all’avanguardia, da parecchi anni. Quest’anno molti docenti si stanno appassionando al game based learning, definizione inglese che sta per “apprendimento tramite il gioco”.
Il game-based learning è una metodologia didattica che prevede un’intenzionale manipolazione del ludico con lo scopo di generare apprendimento. Si sfrutta così il potere del gioco di generare piacere e motivazione intrinseca per raggiungere gli obiettivi previsti massimizzando l’ingaggio degli studenti.
In quest’anno scolastico i docenti dell’istituto hanno iniziato un percorso di formazione per comprendere come applicare la metodologia del game-based learning e quali strumenti è possibile utilizzare nel lavoro quotidiano. I giochi diventano infatti strumenti didattici, da affiancare ai sussidi, alle mappe, agli strumenti tecnologici e agli altri materiali già utilizzati.

Il corso è stato realizzato grazie a fondi europei del Pnrr, con i quali saranno acquistati anche alcuni giochi in scatola per la creazione di ludoteche scolastiche in tutti i plessi della scuola primaria e della scuola secondaria. Ma anche i bambini sono stati coinvolti nel game. Infatti in alcune classi delle scuole primarie i bambini hanno utilizzato il gioco in scatola Kingdomino con l’obiettivo di allenare la capacità di calcolo e il pensiero strategico.
Il gioco, in particolare alcuni giochi in scatola, sono strumenti utilissimi per sviluppare problem solving, pensiero strategico, capacità di programmazione, analisi e sintesi, oltre che offrire un supporto importante per abilità più legate alle classiche discipline scolastiche, come l’arricchimento del lessico o l’esercizio del calcolo. E consentono di trasformare l’aula in un laboratorio in cui i bambini e i ragazzi si esercitano concretamente per risolvere problemi, “conquistare” risorse e territori, vincere le sfide.
Per esempio, c’è Stone Age per allenare la matematica, c’è Just One per migliorare il linguaggio, oppure Timeline per la storia, e tanti altri giochi che arricchiscono la cassetta degli attrezzi che un insegnante può utilizzare in classe
Anche l’anno degli insegnanti era iniziato con un gioco: una caccia al tesoro basata su un ripasso di principi pedagogici, norme scolastiche, e conoscenze didattiche: 10 tappe giocose per fare squadra e imparare insieme. Che è quel che serve a grandi e piccini.





