“Vivere in zone montane: quali prospettive per il benessere psicosociale”. Questo il titolo di una tavola rotonda che affronterà i temi delle terre alte e dello spopolamento dal punto di vista psicologico. L’evento, voluto e organizzato dalla Fondazione Welfare Dolomiti e dalla Provincia di Belluno, con l’ordine degli psicologi del Veneto, è in programma oggi (venerdì 18 ottobre) alle 18 a Villa Patt (Sedico). È accreditato per tutte le discipline mediche e per psicologi e psicoterapeuti, e costituisce una sorta di anteprima del Festival della psicologia in Veneto che il giorno dopo (19 ottobre) porterà proprio a Villa Patt un convegno accreditato Ecm per gli psicologi.
La tavola rotonda affronterà due panel in particolare: “Il senso dei luoghi e la trasformazione in non luoghi: la perdita del Genius loci” (a cura del professor Enrico Perilli, docente all’Università dell’Aquila e presidente dell’ordine degli psicologi dell’Abruzzo); e “Le azioni trasversali tra gli enti sul tema dello spopolamento bellunese” (a cura di Matteo Aguanno, direttore del Gal Prealpi e Dolomiti).
«Parleremo dei temi della montagna, con una prospettiva un po’ diversa dal solito, concentrandoci sulle prospettive del benessere in accezione ampia, e in particolare del legame tra territorio e benessere» spiega Francesca De Biasi, presidente della Fondazione Welfare Dolomiti e moderatrice della tavola rotonda. «Welfare Dolomiti continua così il suo impegno per un territorio di montagna dove i problemi non mancano, ma dove il fare rete e creare inclusione è lo strumento per superare le criticità. Lo dimostra anche l’azione di quello che all’inizio era il Fondo Welfare, che in questi anni si è strutturato per essere di aiuto alle famiglie e ai cittadini, in un lavoro sinergico con le amministrazioni locali».
«Lo spopolamento è uno dei grandi temi della montagna bellunese e crea difficoltà e criticità che gli enti locali faticano a gestire» afferma la consigliera provinciale delegata a welfare, volontariato e sociale Donatella De Pellegrin. «Mettere sotto la lente i diversi aspetti dello spopolamento e le prospettive con cui si può affrontare il tema diventa importante per creare dibattito e costruire percorsi condivisi».





