Il lupo non è più una novità. Le predazioni sono all’ordine del giorno. Ma l’ultima, avvenuta in Alpago nella notte tra domenica e lunedì (13-14 ottobre), ha creato un dolore straziante per Wendi Zoppè e Tamara De Filippo, che hanno dovuto vedere un loro asinello straziato dal grande predatore.
«Scriviamo con un dolore e una frustrazione crescenti, per raccontarvi di un nuovo un tragico episodio. Stamattina (ieri mattina, 14 ottobre, ndr), un altro dei nostri asini è stato brutalmente ucciso dai lupi. La scena era devastante: l’animale è stato quasi interamente divorato. Per noi non era solo un asino, ma un compagno prezioso, parte del nostro quotidiano e del nostro lavoro» scrivono Wendi Zoppè e Tamara De Filippo.

«Viviamo vicino alla Foresta del Cansiglio, dove la presenza dei lupi è diventata sempre più massiccia. Pur riconoscendo l’importanza della biodiversità, ci chiediamo: chi protegge noi allevatori? Chi tutela i nostri animali e il nostro sostentamento? Dobbiamo davvero accettare di vivere nella costante paura di nuovi attacchi? Quanto tempo passerà prima che la situazione diventi insostenibile anche per la nostra stessa sicurezza?».
Le due allevatrici non ci stanno. E rivolgono un appello urgente alle autorità: «Non chiediamo l’eliminazione dei lupi, ma un equilibrio che rispetti sia la fauna selvatica sia il nostro diritto di lavorare e vivere in serenità. È necessario intervenire con misure preventive efficaci, supporto concreto e risarcimenti adeguati. Serve un piano di gestione che consideri non solo la conservazione dei lupi, ma anche le esigenze e la sopravvivenza di noi allevatori».





