Era partita come una ricerca di persona dispersa. In poche ore l’operazione ha avuto esito positivo e si è sciolta in un lieto fine.
La persona “dispersa” era un’escursionista statunitense, in cammino sull’Alta Via numero 2. Il compagno non aveva più notizie da oltre 24 ore e si è allarmato. L’uomo era preoccupato per il prolungato silenzio. In più, il cellulare della sua compagna risultava non raggiungibile. Così, ieri (13 agosto) ha chiamato il rifugio Dal Piaz.
L’escursionista (38 anni, di New York) tra sabato e lunedì aveva pernottato al Rifugio Mulaz. Dalla informazioni in possesso al compagno, la meta successiva doveva essere a 8 chilometri di distanza, vale a dire il rifugio Rosetta. Solo che la donna, al Rosetta non era mai arrivata.
È stata la gestrice del Dal Piaz ad attivare i soccorsi. Imbarcata dall’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, una squadra della Val Biois ha perlustrato il sentiero che dalle Farangole porta al Rosetta, passando sulle valli laterali e sul sentiero sull’Altopiano delle Pale con esito negativo. Nel frattempo, da una verifica ulteriore al più distante Rifugio Pradidali, si è poi appurato che la donna aveva passato lì la notte. Verso le 13.30 è stata lei stessa a rispondere finalmente ai messaggi, dicendo che stava bene, aveva raggiunto il Rosetta e che non aveva avuto campo per comunicare in precedenza. L’allarme è quindi cessato.
ALTRI INTERVENTI
Sempre ieri sono stati diversi gli interventi del Soccorso alpino. Alle 9.20 la Centrale del 118 è stata attivata per un uomo colto da malore al Rifugio Bristot, sull’Alpe del Nevegal. Le condizioni del 79enne di Belluno sono state valutate dal personale medico di Falco 2. Imbarcato, è stato trasportato al San Martino per le cure del caso. Per eventuale supporto alle operazioni era disponibile un soccorritore di Belluno arrivato con il quad.
Attorno alle 11 l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato a Rocca Pietore dove, poco sotto Malga Ombretta, una 55enne di Treviso si era sentita poco bene, sul posto anche personale del Soccorso alpino della Val Pettorina. La donna, che si trovava con il marito, è stata accompagnata all’ospedale di Agordo.
Passato mezzogiorno Falco è intervenuto per un altro malore a Cortina e ha recuperato una escursionista che si era sentita poco bene, scendendo dal Col Rosà. La donna, 57 anni di Villabassa (Bolzano), è stata portata a Belluno.
Una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo ha raggiunto in fuoristrada un turista sloveno di 44 anni che, scendendo in mountain bike la pista di Porta Vescovo, era caduto riportando un possibile trauma alla clavicola. L’infortunato è stato accompagnato al rendez vous con l’ambulanza a Pont de Vauz.
La Centrale del 118 è stata attivata dal gestore del Rifugio Vandelli, dove era arrivato a dare l’allarme il compagno di una 25enne tedesca, che si era fatta male nei pressi del bivio tra il sentiero 215 e 216. La ragazza è stata recuperata da Falco.
Il Soccorso alpino di Feltre è stato inviato a Lamon, poiché un’escursionista trevigiana, messo male un piede lungo il sentiero sopra la passerella del Lago Senaiga, non era più in grado di camminare. Avvicinatisi in jeep, i soccorritori hanno poi proseguito a piedi 500 metri. Dopo aver imbarellato la 43enne di Loria, che si trovava con il marito, l’hanno trasportata a spalla al fuoristrada e da lì direttamente in ospedale a Feltre.





