Affluenza bassa, le Europee non tirano. Ma scongiurati i commissariamenti

Affluenza bassa, le Europee non tirano. Ma scongiurati i commissariamenti

Peggio di cinque anni fa. Anzi, molto peggio. Le Europee continuano a non affascinare i bellunesi: lo mostra il dato complessivo dell’affluenza, bassa, bassissima.

Reggono invece le urne amministrative, seppur con dati variabili (e in alcuni casi sorprendenti): tutti i 15 Comuni in cui correva una sola lista hanno superato il quorum. Certo, l’abbassamento della soglia al 40% (prima era il 50%) e per di più senza conteggiare gli Aire (i residenti all’estero), ha dato una mano. In ogni caso, nei 31 Comuni che andavano al voto, in almeno 20 casi l’affluenza è inferiore rispetto alla precedente tornata elettorale (non fa testo invece il nuovo Comune di Setteville, nato dalla fusione di Quero Vas e Alano, che non ha dato storico).

IL DATO DELLE URNE

Alle 23, chiusura dei seggi, ha votato il 43% degli aventi diritto, dieci punti percentuali in meno rispetto al 2019. L’Europa è lontana oppure le proposte dei partiti non piacciono. Fatto sta che è una delle affluenze più basse di sempre. In 26 Comuni l’astensionismo ha raggiunto dati allarmanti, sotto il 40%, anche se va tenuto conto del peso degli Aire.

È il caso di Soverzene (dove ha votato appena il 18%, contro il 23,9% di cinque anni fa), di Fonzaso (24,9%, contro il 36,18% del 2019), di Lamon (24,6% contro il 32,4% del 2019), e Val di Zoldo (24,7%, mentre cinque anni fa l’affluenza era arrivata al 34,3%).

Per contro, c’è un dato in controtendenza a Danta di Cadore – dove però il numero complessivo di aventi diritto è esiguo, il Comune fa appena 400 elettori -: ha votato il 70,8%, contro un 67,9 di cinque anni fa.

AMMINISTRATIVE

A Danta però ha tirato in maniera significativa il voto amministrativo, con due liste nuove a darsi battaglia. 

Erano 31 i Comuni al voto, di cui 15 con una sola lista, e quindi la lotta era contro il quorum (fissato al 40%, senza Aire). Tutti e 15 lo hanno superato già nel pomeriggio di ieri, e di conseguenza sanno già di avere il sindaco (a meno che – ipotesi quasi impossibile – all’interno dell’urna non ci sia maggioranza di schede bianche o nulle). Si tratta di Alleghe (confermato Danilo De Toni), Calalzo (nuovo sindaco Luca Fanton), Vallada Agordina (confermato Fabio Luchetta), Perarolo (confermato Pier Luigi Svaluto Ferro), Lorenzago (Marco D’Ambros farà il bis), San Nicolò Comelico (ottavo mandato per Giancarlo Ianese), Santo Stefano (nuovo sindaco Alfredo Comis), Longarone (confermato Roberto Padrin), Pedavena (confermato Nicola Castellaz), Chies d’Alpago (confermato Gianluca Dal Borgo), La Valle Agordina (confermato Ezio Zuanel), San Tomaso Agordino (altro mandato per Moreno De Val), Taibon (terzo giro per Silvia Tormen), Comelico Superiore (confermato Marco Staunovo Polacco) e San Pietro di Cadore (bis di Manuel Casanova Consier).

Per tutti gli altri bisogna attendere lo spoglio, che comincerà oggi (lunedì 10 giugno) alle 14. Intanto va analizzato il dato dell’affluenza, che si ferma complessivamente al 50,5%, contro il 55,7% di cinque anni fa. Spiccano in negativo Arsiè (29,9% di affluenza, nonostante tre liste in lizza), e Seren del Grappa (35,1%). Sotto il 50% anche Cibiana (37,5%), Ospitale di Cadore (48,6%), San Tomaso Agordino (49,4%), Santa Giustina (47,7%), Taibon (49,61%) e Borgo Valbelluna (44,2%). 

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