A Villiago di Sedico c’è preoccupazione. La notizia di una prossima installazione di nuovi vigneti non è passata inosservata. Tutt’altro. Del resto, il cambiamento climatico (che rende praticabili colture anche in montagna) e l’allargamento della coltivazione della vite ad aree fino a qualche anno fa impensabili hanno reso appetibili alcuni terreni. E le aziende vitivinicole non se li fanno certo scappare. Ma come intendono agire? È questa la domanda dei residenti di Villiago, che nei giorni scoris, nella sala riunioni dell’azienda dimostrativa di Veneto Agricoltura hanno convocato una riunione. Presenti i responsabili dell’azienda agricola Le Rughe, il sindaco e i candidati, i rappresentanti della Fiab, il Cantiere della Provvidenza, e il Bacino di Pesca 9 Piave-Cordevole. C’era anche una rappresentanza del Biodistretto Terre Bellunesi di recente istituzione.
Roberto Sandro, rappresentante dell’ azienda agricola Le Rughe, ha presentato il progetto del nuovo vigneto, descrivendo lungamente la tenuta di proprietà a Cor di Castoi dove sono state impiantate ormai dieci anni fa viti di diverse tipologie.
I candidati sindaci e il Bacino di Pesca hanno sollevato un problema: verranno usati pesticidi? Tutti concordi sulla necessità di un rigido rispetto delle normative, con limitazione o persino divieti per quanto riguarda gli eventuali trattamenti fitosanitari. Da Veneto Agricoltura è arrivata la proposta di collaborare nella sperimentazione di vitigni resistenti in regime biologico.
Una serie di precisazioni da parte dei residenti hanno evidenziato le particolarità del sito sia per quanto riguarda le condizioni di forte ventilazione sia per la caratteristica del suolo con condizioni di scarsissima permeabilità e forte dilavamento sulla dorsale verso Sedico, direttamente nel torrente Gresal. Alcuni residenti avrebbero anche consigliato di spostare l’ impianto in altro sito, poco distante da quello interessato, ma lontano da abitazioni.





