Telemedicina e videochiamate: così i rifugi sono più sicuri 

Telemedicina e videochiamate: così i rifugi sono più sicuri 

I rifugi delle Dolomiti sono sempre più sicuri grazie alla telemedicina e al nuovo sistema informativo della centrale Suem 118 che consente di effettuare le videochiamate con i pazienti.

Dopo la sperimentazione sul Faloria, alla base Hems di Pieve di Cadore sono stati formati all’utilizzo del sistema di telemedicina “a zainetto” i rifugisti, il personale del Soccorso Alpino e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. 

La formazione ha riguardato la gestione della chiamata con la centrale, l’utilizzo dei dispositivi e i kit, composti da una bodycam, un pulsossimetro, un misuratore della pressione arteriosa e un elettrocardiografo. I parametri rilevati con questo sistema arrivano direttamente al sistema di Centrale, dove il personale attiva la miglior rete di soccorso possibile e centralizza il paziente nel presidio più adatto. 

Alla formazione hanno partecipato molti dei rifugisti delle Dolomiti (erano presenti anche i rifugi Agrav Aquileia, Città di Fiume, Bristot, Cavallera) in quanto, grazie al nuovo sistema informativo operativo al 118, è possibile fare una videochiamata con la Centrale Operativa con un semplice smartphone. L’operatore, infatti, in caso di necessità, può inviare a chi contatta il 118 un link con la richiesta di geolocalizzazione e la possibilità di attivare una videochiamata per vedere il paziente a procedere con un triage più preciso al fine di attivare rapidamente la rete dei soccorsi. 

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto