Paolo Fresu in “Stelutis alpinis” con i bambini del Coro Arcobaleno

Paolo Fresu in “Stelutis alpinis” con i bambini del Coro Arcobaleno

La tromba di Paolo Fresu e le voci candide dei bambini del Coro Arcobaleno di Limana (insieme ad altri quattro cori “gemellati”). Le note sono quelle di “Stelutis alpinis”, canto di montagna in friulano. E le immagini partono dal cimitero del Vajont, con spezzoni della cerimonia del 60° anniversario del 9 ottobre. 

È questo il nuovo video musicale di Paolo Fresu, che sarà lanciato ufficialmente in occasione del 25 aprile. Il trombettista e compositore l’ha realizzato in un progetto che ha visto lavorare e cantare insieme il Coro Arcobaleno di Limana, il Coro Note Magia di Lizzana (Rovereto), il Mini Coro di Rovereto, il Coro Monte Rosso di Bergamo e il Coro Kol Rinà di Roma.

«Il progetto è partito all’indomani del 60° del Vajont. Come tutti ricorderanno, il 9 ottobre 2023, per le celebrazioni in cimitero – su idea di Mario Maffucci, già direttore artistico di molti programmi Rai – Paolo Fresu ha suonato davanti al presidente Mattarella, insieme a 487 bambini che hanno cantato “Stelutis alpinis”» ha spiegato in conferenza stampa il sindaco di Longarone e presidente della Provincia. «Da quel momento è nata una sincera amicizia tra Fresu e il Coro Arcobaleno. Ed è stato registrato questo video musicale che vuole lanciare un messaggio importante di memoria. Mi piace pensare che abbiamo gettato un seme che oggi è germogliato in qualcosa di grande. E che dalla memoria del Vajont si può costruire un ricordo che non sia solo retorica, ma trasmissione di valori alle nuove generazioni».

È stato lo stesso Fresu a raccontare la genesi del progetto “Stelutis alpinis”. «L’incontro di Longarone è stato straordinario, pieno di pathos e di emozione» ha detto il compositore. «Eravamo in un luogo denso di memoria e pregnante. L’idea di questo brano eseguito il 9 ottobre scorso con i cori e con i bimbi è stata grandiosa e allo stesso tempo rispettosa di chi nel cimitero di Fortogna riposa. Quella mattinata – di musica, memoria, emozioni – la porteremo nel cuore come uno dei momenti più preziosi delle nostre vite. Io ho suonato nei teatri più belli e più prestigiosi del mondo, ma suonare nel cimitero monumentale vittime del Vajont è stato davvero un momento indimenticabile, in cui è emerso con forza il potere catartico della musica, in grado di amplificare sentimenti, e di farci vivere un momento doloroso ma anche di speranza. Quell’esecuzione così trasparente e semplice, centinaia di bimbi e bimbe, con la tromba che si aggiungeva solo come ulteriore voce, dimostra quanto la musica sia capace di andare oltre e renderci migliori e vicini, indistintamente, anche nelle tragedie». 

Dopo la cerimonia del 60° del Vajont, Fresu è rimasto in contatto con il Coro Arcobaleno. E da lì è nata l’idea di registrare il brano suonato e cantato il 9 ottobre. I cori (oltre all’Arcobaleno di Limana, anche gli altri quattro cori di bambini “gemellati”) hanno registrato nei loro studi e nei loro luoghi: Fresu ci ha aggiunto la sua tromba. «Dopo aver registrato la musica, ci siamo detti: perché non fare anche un video? Così che rimanesse un ricordo futuro. E abbiamo pensato di farlo uscire per il 25 aprile» ha spiegato il compositore. «La regia di Anna Reolon ha fatto un lavoro eccezionale. In quel video si percepisce la bellezza di stare insieme. Le voci pure dei bambini riescono a raccontare come la bellezza sia qualcosa che manca per migliorare il mondo. Sono convinto che il messaggio di “Stelutis alpinis” è la migliore metafora della costruzione di un mondo migliore. Se la tragedia del Vajont dice che non dobbiamo dimenticare, ce lo dice anche il 25 aprile. Sono molto felice e fiero di aver dato il mio piccolo contributo a questo progetto. Nel vostro territorio mi sento molto a casa».

«Paolo Fresu è arrivato a Fortogna insieme ai bambini e ha subito interagito in modo empatico con loro» le parole di Lodovico Saccol, paroliere e compositore che da anni lavora con il Coro Arcobaleno, insieme alla maestra Donatella Triches, e a Luciano Reolon e Catia Della Vecchia. «Abbiamo lavorato in maniera anomala, scegliendo di non armonizzare il coro. In questo modo i bambini cantavano all’unisono e la tromba di Fresu si è adattata alle loro voci. Ne è uscito un prodotto inedito particolarissimo».

Un prodotto che sarà lanciato da Fresu sui suoi canali social la mattina del 25 aprile.  

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