Avevano spostato la residenza in Cadore, per aggirare le tasse sulla prima casa. In realtà, abitavano altrove e quelle dove avevano detto di risiedere erano solo case vacanza, usate poche settimane l’anno. La Finanza ha scoperto e denunciato 43 furbetti dell’Imu.
«Le attività info-investigative della Tenenza di Auronzo hanno permesso di accertare come la sedicente “abitazione principale” (la cosiddetta “prima casa”), dichiarata dai soggetti, non fosse adibita né a residenza né a stabile dimora, ma di fatto a una “seconda casa” per periodi di vacanza» spiegano dalla Guardia di Finanza. «Fondamentale, in tal senso, oltre ai sopralluoghi, sono stati i riscontri sui dati delle dichiarazioni fiscali e altre considerazioni tecnico-giuridiche». In particolare, a indirizzare le Fiamme Gialle sono state le bollette. Perché se uno vive effettivamente ad Auronzo, ma non accende mai la luce e non spende nulla di gas, qualche problema c’è. «Fondamentale è stato l’esame dei consumi energetici, piuttosto contenuti e, soprattutto, stagionalizzati solo in alcuni periodi dell’anno, del tutto incompatibili con la destinazione dell’immobile ad abitazione principale» spiegano ancora dalla Guardia di Finanza. «È stato quindi possibile operare, in capo ai soggetti, il recupero a tassazione dell’Imu non versata sulla seconda casa, per un importo complessivo pari a circa 115mila euro».
L’operazione svolta dalla Tenenza di Auronzo di Cadore, quale specifica attività di polizia economico- finanziaria, si inserisce nell’ambito di una più ampia azione di tutela messa in campo dalla Guardia di Finanza a favore delle entrate pubbliche e a contrasto di ogni forma di evasione.





