C’è ancora la Sinistra nell’orizzonte politico di Paolo Perenzin. E c’è ancora Paolo Perenzin alla guida di Sinistra Italiana. Il congresso provinciale tenutosi venerdì scorso ha eletto segretario proprio l’ex sindaco di Feltre e attuale consigliere in Provincia. Alberto Domenichini è stato confermato nell’incarico di tesoriere.
«Sinistra italiana, che fa parte dell’Alleanza Verdi, Sinistra e Reti civiche, si fa carico anche in provincia di Belluno di costruire un’alternativa concreta a un modello di società dove, in un pianeta che sta bruciando, pochi ricchi sono sempre più ricchi, e sempre più persone fanno fatica ad arrivare a fine mese» fa sapere il partito.
«Ringrazio le compagne e i compagni che mi hanno dato fiducia – commenta Perenzin – e ai quali ho dato la mia disponibilità per coordinare un lavoro che si preannuncia intenso, e per il quale servirà il contributo di tutte e tutti. Sinistra italiana è impegnata da sempre per la giustizia sociale e per la giustizia ambientale. Queste due questioni sono strettamente legate, e richiedono di ripensare alla radice il nostro modello di sviluppo. Tocchiamo con mano i disastri della crisi climatica – inverni caldi, senza neve e acqua, siccità anche in montagna, eventi meteorologici estremi. Eppure, a fronte di ciò, l’unica cosa che sanno pensare la Regione Veneto e il Governo italiano è di spendere 120 milioni di euro per una pista da bob che avrà un elevato impatto ambientale e costi di realizzazione e di gestione esorbitanti».
«Perché – chiede Perenzin – quando chiediamo i soldi per i servizi socio-sanitari territoriali, per la sanità pubblica, per le case di riposo, per le scuole, per mettere in sicurezza le strade il ritornello è sempre lo stesso, “non ci sono soldi”, e invece i soldi si trovano per le piste da bob e per i caroselli funicolari nel cuore delle Dolomiti?».
Perenzin avanza domande anche alla Provincia, dove siede come consigliere. «Chiediamo anche al presidente della Provincia di prendere nettamente posizione contro questi progetti folli, e gli ricordiamo che esiste una delibera del consiglio provinciale che chiede agli enti competenti di utilizzare impianti già esistenti e di usare i 120 milioni già stanziati per le vere esigenze dei bellunesi. Se vogliamo invertire la drammatica tendenza allo spopolamento della provincia servono servizi pubblici – asili nido, scuole, sanità, trasporto pubblico – che consentano alle persone di fermarsi a vivere nel nostro splendido territorio. Non ce ne facciamo nulla delle cattedrali nel deserto, che ci vengono calate sulla testa da chi crede che la montagna bellunese sia solo il parco giochi della pianura».





