«Bilancio previsionale: non ci soddisfa, ma è responsabile»

«Bilancio previsionale: non ci soddisfa, ma è responsabile»

«Non gratificante», ma «sano»; «non ci soddisfa», ma «fa scelte di grande responsabilità»: il bilancio previsionale 2024-2026 del Comune di Belluno non è certo il libro dei sogni per l’amministrazione De Pellegrin, che rimarca le difficoltà nel far quadrare i conti con oltre 2,5 milioni di euro in meno rispetto all’anno precedente.

Per il 2024, infatti, la previsione è di 27,6 milioni di euro di entrate, a fronte dei 30,1 previsti per l’anno in corso; pesa fortemente la riduzione dei trasferimenti statali, che passano da 7,7 a 5,5 milioni di euro, oltre all’azzeramento del “fondo bollette” (462mila nel 2022, 182mila per il 2023 e zero per il prossimo anno).

«Questo bilancio è una sfida: abbiamo dovuto strutturare servizi e attività per poterli gestire con una coperta corta, così da poter mantenere alte le ambizioni future di una città che vuole crescere», sottolinea il sindaco Oscar De Pellegrin.

Per fare fronte a minori entrate, bisogna prendere decisioni chiare: oltre alla rimodulazione delle aliquote Irpef (che passano da 4 a 2, con un risparmio di un euro annuo per i redditi sotto i 28mila euro e un aumento di poco più di tre euro per quelli sopra i 28mila), viene confermato l’aumento delle tariffe dei parcheggi Metropolis in stazione (da 0,90 a 1,20 euro/ora), e di Lambioi (da 0,80 a 1,00 euro/ora, mentre l’abbonamento mensile salirà da 21 a 25 euro). In aumento anche l’imposta di soggiorno, che dovrebbe portare nelle casse di Palazzo Rosso 221mila euro, 71mila in più rispetto al 2023.

Si è lavorato poi sul taglio delle spese correnti, che passeranno da 32,5 milioni di euro a 28 milioni; in questo modo, la spesa pro capite scenderà da 921 euro a 791, a fronte degli 815 euro di media a livello nazionale per i comuni tra i 20 e i 60mila abitanti.

Cresce la spesa per il trasporto scolastico (+40mila), crollano gli introiti dalle antenne telefoniche (con il passaggio dalla contrattazione al semplice pagamento dell’occupazione di suolo pubblico) così come gli incassi dalle multe (1,2 milioni gli accertamenti dello scorso anno, mentre il 2023 si chiuderà con 950mila euro stimati).

Ci sono poi settori che risentono più pesantemente della fase di ristrettezze economiche (qui trovate le diapositive con tutti i dati):

  • manutenzioni: si passa dalla previsione di spesa 2023 di 1,7 milioni di euro a quella 2024 di 1,3 milioni;
  • giovani, sport e tempo libero: al netto dei progetti che negli scorsi anni godevano di finanziamenti particolari, si è passati dai 591mila euro del 2022 (491mila per lo sport, 100mila per i giovani) ai 416mila del 2023 (337mila sport, 79mila giovani) fino ai 368mila previsti per il 2024 (294mila sport, 74mila giovani);
  • cultura: se la variazione dell’impegno per la valorizzazione dei beni di interesse storico è minima (40mila euro in meno), ben più consistente è la riduzione sul fronte delle attività culturali: 300mila euro in meno, che fanno passare l’impegno da 1,3 milioni a 1 milione di euro;
  • turismo: forse il settore che paga di più in termini percentuali: se i 446mila euro del 2022 non fanno testo (pesano i 241mila euro del Giro d’Italia), il raffronto previsionale 2023-2024 è impietoso, da 275mila a 115mila euro, pari al -59% nonostante l’aumento dell’imposta di soggiorno e relativa crescita del gettito.

Da evidenziare infine come non siano state toccate le spese sociali e gli aiuti alle famiglie in difficoltà; inoltre, l’approvazione del bilancio previsionale a novembre permetterà agli uffici comunali di avviare già entro fine anno i lavori di programmazione per l’attività 2024.

Se il consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Bilancio Simone Bristot parla di «bilancio non gratificante che paga le attuali incertezze nazionali e mondiali, ma frutto di un lavoro di condivisione e trasparenza», tocca al vicesindaco e assessore al bilancio Paolo Gamba guardare con un po’ di ottimismo al futuro, annunciando come – in caso di risparmi o entrate non preventivate – si andrà immediatamente a intervenire su quei settori più penalizzati da questa manovra.

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