Garantire e migliorare la sicurezza sanitaria di chi frequenta la montagna: questo l’obbiettivo del progetto “Rifugi sani e sicuri”, nato dal protocollo d’intesa siglato negli spazi di Longarone Fiere Dolomiti dall’Ulss 1 Dolomiti e da AGRAV – Associazione dei Gestori dei Rifugi Alpini del Veneto.
Lo scopo del progetto è triplice: potenziare con competenze e strumenti la sicurezza sanitaria dei rifugi; migliorare la qualità igienico-sanitaria di queste strutture; promuovere iniziative di protezione della salute.
L’Ulss 1 Dolomiti ha avviato da tempo iniziative a tutela della salute che coinvolgono i rifugi alpini, da quelle contro l’ipertensione a quelle per la sensibilizzazione sul melanoma. Ora parte un progetto più ampio: AGRAV conta tra i suoi iscritti 23 dei 72 rifugi bellunesi, ma l’azienda sanitaria intende prossimamente siglare nuovi protocolli con le altre realtà che si occupano di gestione dei rifugi. Per partecipare al progetto, basta semplicemente presentare domanda all’Ulss, corredata da un rapporto di prova analitico su un campione d’acqua della struttura; tre i requisiti fondamentali (riconoscimento della struttura come rifugio alpino secondo delibera regionale; rispetto del regolamento in materia di sicurezza ambientale; formazione e nomina degli addetti al primo soccorso e all’antincendio) e otto requisiti aggiuntivi.
Collaborazione e dialogo: questi i temi sottolineati al momento della firma dai vertici di ARGAV, che hanno evidenziato l’importanza e la necessità di un confronto proficuo quando si affrontano temi delicati come quelli sanitari legati a strutture ricettive con caratteristiche peculiari come i rifugi.





